Dopo un’occupazione abusiva che va avanti dal 2000, ora le femministe del centro «Luna e le Altre» lanciano una raccolta firme per chiedere al Campidoglio, proprietario dell’immobile, di abbattere il debito di 53 mila euro e un drastico sconto sul canone mensile (già agevolato, ndr) di 388 euro. Le donne di «Luna e le Altre» non ne vogliono proprio sapere di pagare il conto al Comune di Roma: «Il Dipartimento per le Politiche del Patrimonio del Comune di Roma - si legge nel comunicato stampa - con un’operazione che tende a negare la storia e ad avvilire i soggetti che ne sono stati protagonisti, chiede per quel luogo 53.000 euro di arretrati e un affitto mensile di 388 euro a partire da gennaio 2004, rifacendosi alla delibera 26 del 95 che prevedeva l’assegnazione degli spazi occupati prima del 1995 alle associazioni che vi svolgano attività riconosciute di pubblico interesse». Ma loro non ci stanno e dicono «no» al pagamento dei debiti chiedendo la complicità della collettività attraverso una raccolta firme, «no» alla messa in regola del proprio rapporto associativo con il Comune proprietario dell’area pubblica occupata. Un «no», di fatto, alle regole e alla legalità. È sì, perché «Luna e le Altre», che «okkupa» il primo piano di un complesso in cemento realizzato più di vent’anni fa a Spinaceto e compare nell’elenco delle occupazioni non autorizzate acquisito dalla procura di Roma che indaga su presunti «favoritismi» tra società, associazioni e Campidoglio, risulterebbe «non regolarizzata e in attesa di sopralluogo». Dove per «non regolarizzata» s’intende senza concessione, e cioè senza che sia mai stata trasformata l’originaria assegnazione dell’immobile (risalente in questo caso al 2000), in un regolare contratto d’affitto. Ma il caso del centro «Luna e le Altre» di Largo Cannella pone un’altra questione: come mai il Campidoglio ha richiesto solo ora all’associazione la firma della concessione? «La richiesta del Campidoglio - dicono dall’assocazione - risale solo a poche settimane fa». Strano, vero? Guarda caso gli uffici comunali si fanno vivi in piena Affittopoli, con un’inchiesta della procura della Repubblica in corso, proprio nei giorni in cui il Circolo degliArtisti di via Casilina Vecchia, noto «tempio» abusivo della movida capitolina, veniva sequestrato dagli inquirenti impegnati in un’indagine sulla dissennata gestione delle concessioni comunali. Ma si tratterà sicuramente di una coincidenza. Fatto sta che loro, a differenza di altre associazioni che negli anni avrebbero più volte richiesto agli uffici del patrimonio di regolarizzare la propria assegnazione, non ne vogliono proprio sapere. «Luna e le Altre» vuole rimanere nel più completo abusivismo. Del resto, a che titolo il Campidoglio chiede loro gli arretrati? È forse mai esistito un contratto d’affitto tra l’associazione e il Campidoglio? La risposta, a sentir le donne di largo Cannella, è «no». «Negli anni - spiegano - Luna e le Altre ha ospitato corsi di lingua per donne non italiane, borse lavoro per donne rom e non in stato di difficoltà e laboratori di movimento corporeo». Può bastare questa tesi a giustificare l’occupazione abusiva di un immobile pubblico? «Il contributo portato dalle occupazioni all’innalzamento del livello culturale, alla lotta all’emarginazione - si legge nella nota dell’associazione - nonché il rifiuto della mercificazione della cultura e delle relazioni sociali sono stati di fondamentale importanza». Certo è che nelle casse del Campidoglio sono entrati meno soldi del dovuto. E «Luna e le Altre» non è altro che l’ennesimo esempio della pessima gestione del patrimonio immobiliare pubblico.
Dopo 15 anni il Comune presenta il conto. Le femministe: «Resterà a bocca asciutta»
La concessione non c’è, l’Amministrazione chiede a «Luna e le Altre» 53mila euro
