Roma Capitale

Mazzetta al vigile per «okkupare» una casa popolare

Alla sbarra un agente della polizia locale I testimoni: Maffeo sembrava il sindaco

Con una tangente di 500 euro era possibile trovare una casa popolare a Tor Bella Monaca, con all’ingresso tanto di cartello con scritto «casa occupata». Tutto sarebbe stato organizzato dal vigile urbano Sisto Maffeo, finito alla sbarra degli imputati con l’accusa di tentata concussione. Vittima una coppia di persone disagiate, che ieri ha raccontato i fatti al Tribunale collegiale di Roma in un processo che potrebbe svelare l’esistenza di un ampio giro di tangenti per controllare le occupazioni abusive di casa popolari. Ciò che è emerso presto potrebbe fare ritorno alla Procura della Repubblica, perché i testimoni hanno parlato di un vero e proprio «sistema» per occupare le case popolari a Tor Bella Monaca pagando una tangente. «Maffeo sembrava il sindaco», ha spiegato un teste, «dopo aver occupato l’appartamento siamo andati al Municipio per il cambio di residenza, ma non volevano darcelo. Abbiamo fatto il nome del vigile, abbiamo spiegato che ci mandava lui, e subito ci hanno consentito di fare questa modifica». Ma andiamo per gradi. I fatti sono avvenuti nel 2011. Una coppia ha subito uno sfratto, così si mette alla ricerca di un appartamento popolare. E attraverso il vigile urbano Maffeo viene a sapere che in una palazzina popolare a Largo Mengaroni, a Tor Bella Monaca, c’è un appartamento vuoto. Il vigile urbano si offre di risolvere tutte le questioni burocratiche in poco. «Ci ha detto che bastavano 500 euro e avremmo avuto l’appartamento. Ci spiegò che con questo denaro ci avrebbe fatto trovare la porta della casa già aperta e con un cartello all’ingresso con su scritto "occupato"». L’occupazione avviene e, nello stesso giorno, la coppia si rivolge al Municipio per il cambio di residenza. «Ci hanno fatto molti problemi - ha spiegato il testimone - non volevano concederci la variazione della residenza. Poi abbiamo fatto il nome di Maffeo. Abbiamo detto che ci eravamo già messi d’accordo con lui e che ci aveva mandato al Municipio per far il cambio di residenza. L’impiegato ha cambiato immediatamente atteggiamento. Ci ha detto che "allora non ci sono problemi" e ci ha fatto firmare tutti i moduli». Tuttavia la coppia comunque non avrebbe pagato la tangente da 500 euro chiesta dal vigile urbano. «Non avremmo mai pagato - ha concluso - perché comunque non avevamo quel denaro». La vicenda ora sarà approfondita. Alla prossima udienza saranno ascoltati anche altri testimoni, al fine di accertare se la versione dei fatti fornita dalla coppia sia vera. Sta di fatto che il Tribunale sta vagliando la possibilità di rimandare le carte alla Procura della Repubblica, al fine di compiere ulteriori accertamenti. Il timore, infatti, è che possa esserci un giro di tangenti teso a controllare le occupazioni delle casa popolari.

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