«Roma Capitale disastro unilaterale». È riassunta in questo striscione la protesta dei dipendenti capitolini organizzata da Usb, Ugl, Cobas, Diccap Sulpl e Usi in piazza del Campidoglio per manifestare contro il contratto decentrato definito dall'atto unilaterale della Giunta capitolina tornato in vigore dopo la bocciatura referendaria della pre-intesa tra amministrazione e sindacati da parte dei lavoratori. «Quando la legge diventa ingiusta la resistenza diventa un dovere» e «Non giocate con noi» si legge sui cartelli dei manifestanti: vigili, lavoratori di biblioteche, asili nido, scuole dell'infanzia e amministrativi, e in mezzo anche i dipendenti della Roma Multiservizi, si sono alternati megafono. «Vogliamo parlare col vicesindaco Nieri», spiegano - per esporre le nostre proposte. Tra queste, i dipendenti chiedono certezze su importo e tempi degli "'incentivi" che compongono il salario accessorio, con un sistema di valutazione basato sull'operato collettivo e non individuale e fondato su progetti con obiettivi certi, e poi modifiche di categoria: la revisione integrale dell'incentivo collegato alle responsabilità specifiche assunte dai singoli dipendenti inquadrati nelle categorie B, C e D per gli amministrativi; il rispetto della specifica professionalità e della rilevanza sociale del lavoro svolto dai dipendenti del settore educativo-scolastico con progetti di miglioramento del servizio «fondati su incrementi qualitativi e non su criteri quantitativi delle ore di servizio frontale»; l'adeguamento e la conseguente valutazione dell'operato della Polizia locale «sulla base delle criticità proprie di una metropoli moderna, superando la logica dell'intervento straordinario» a favore di una pianificazione strategica della presenza sul territorio «posta a base di adeguate forme incentivanti».
Salario accessorio
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