Ci sono anche medici legali, accusati di comportamenti illegali, tra i 29 presunti «furbetti del cartellino» finiti sotto inchiesta per assenteismo al Distretto sanitario di Subiaco. Dove una retata ha portato a 6 arresti (2 medici di 64 e 60 anni, una vigilatrice d'infanzia 51enne, 2 impiegati di 49 e 59 anni ed un operaio 59enne, quest'ultimo però dipendente del Comune di Subiaco, ammanettato nell'indagine parallela effettuata nel municipio) in flagranza di reato per truffa aggravata ai danni dello Stato. Accusa analoga a quella contestata, ma con denuncia a piede libero, ad altri 23 dipendenti del Distretto Rm G4(6 medici, 4 infermieri, 4 impiegati, 3 operatori tecnici, un veterinario, un ostetrico, un logopedista, un assistente sociale e una guardia giurata, oltre ad un dipendente del confinante Distretto Rm G 3 di Tivoli). La Regione ha «richiesto alla Direzione della Asl Roma G la sospensione del personale coinvolto nell'indagine condotta dalla Magistratura e l'avvio delle conseguenti procedure disciplinari, fermo restando la presunzione di innocenza, ma considerata l'estrema gravità dei fatti accertati dalle Forze dell'Ordine». Secondo le indagini, infatti, alcuni medici, dopo aver timbrato all'Asl, avrebbero poi raggiunto i propri studi privati per effettuare visite ed esami. Altri dipendenti sono stati pedinati e filmati dai carabinieri mentre andavano ad accompagnare i figli a scuola dopo aver regolarmente registrato la presenza col badge aziendale, o a fare la spesa e anche dal parrucchiere. Tutti allontanamenti oltre la mezz’ora e fino a 4 ore e mezza, così almeno hanno quantificato i militari della compagnia sublacense nei rapporti compilati sui 5 mesi di controlli, effettuati con pedinamenti e video-riprese interne ed esterne. Ma per gli inquirenti c'era anche chi proprio non si presentava affatto nella palazzina di Largo Mazzini: un dipendente si sarebbe fatto timbrare ben 112 volte il cartellino dai colleghi (alcuni avrebbero «strisciato» fino a 5 badge in sequenza) nei 150 giorni finiti sotto il controllo degli uomini del capitano Alessio Falzone. Il Gip del Tribunale di Tivoli, Alberto Michele Cisterna, ha convalidato i fermi ed ha disposto un mese di custodia domiciliare per 4 dipendenti, mentre per i 2 medici legali (uno dei quali è un professionista esterno convenzionato con l'Asl Rm G), c'è il divieto di dimora nel territorio sublacense. Alcuni difensori hanno chiesto la revoca delle misure cautelari al Tribunale del Riesame, contestando l'insussistenza del pericolo di fuga e d'inquinamento delle prove raccolte nel corso di un'inchiesta nata nel luglio 2014 ed andata avanti tra i mesi di ottobre e marzo scorsi. Ma per il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, «quanto sta emergendo dalle indagini condotte dalle Forze dell'Ordine a Subiaco rappresenta un fatto di estrema gravità». Per il governatore «bene quindi l'indagine della Magistratura che vedrà la Regione Lazio a fianco delle Forze dell'Ordine e degli inquirenti».
Assenteisti alla Asl, sei arresti
Sono due medici, una vigilatrice d’infanzia 2 impiegati e un operaio
