«Approvare il Piano Generale del Traffico Urbano per sanare tutte le anomalie segnalate dal Tar». Domani, in Assemblea Capitolina, inizierà l’iter di discussione del documento che dovrebbe sancire la "rivoluzione dei trasporti", firmata dall’assessore capitolino ai Trasporti, Guido Improta. Cambiamento che finora ha avuto un avversario ostico e decisamente non previsto: il Tribunale amministrativo del Lazio, appunto. Nelle ultime settimane, i giudici di via Flaminia hanno bocciato gran parte delle decisioni messe in campo, dall'aumento della sosta sulle strisce blu alle limitazioni per gli Ncc di fuori Roma, dalla pedonalizzazione della Gay Street agli aumenti della Ztl del Centro Storico. Con motivazioni fotocopia: "Istruttoria non completa". Ora Improta è convinto che, con la copertura di un ampio e dettagliato documento di quasi 300 pagine, nessuno potrà opporsi alla completezza formale e sostanziale dei provvedimenti. Ma ne siamo sicuri? Da una lettura attenta del documento al vaglio dell'Assemblea, qualche dubbio ci è venuto. AREA C Prendiamo ad esempio uno dei progetti più controversi del Pgtu: i "bonus mobilità" per l'anello ferroviario, sul modello dell’«Area C» di Milano. Ai romani verrebbero assegnati tra i 120 e i 180 bonus per l’ingresso nell’area (1 bonus ogni ingresso, 2 se in ora di punta). Terminati i bonus, si pagherebbe a seconda della classe ambiente della propria auto: 1 euro a passaggio per le Euro 6, 3 euro per le Euro 3, mentre le auto più vecchie non potrebbero entrare. A Milano questo sistema è in atto da diversi anni, ma nella Capitale i mezzi pubblici attuali sono all'altezza di garantire l'accesso giornaliero di almeno 1,5 milioni di persone in un'area così ampia? E soprattutto, non sarà discriminante far pagare il triplo della tariffa a chi non ha la possibilità di acquistare un'auto "nuova"? Tutto ciò considerando che nel capitolo "bonus mobilità" si parla di «potenziamento dei nodi di scambio» e di «bike-sharing»: si farà in tempo per il 1 gennaio 2017, ovvero per l’entrata in vigore la riforma? E ancora: chi abita all’interno dell’anello ferroviario, sarà esentato o dovrà pagare una vera e propria tassa o, peggio, ricomprarsi la macchina? LE STRISCE BLU Altro punto fondamentale del piano del traffico di Improta riguarda la sosta tariffata. Il Tar ha già annullato una volta gli aumenti, da 1 a 1,5 euro, introdotti nell’autunno del 2014 e ora il Campidoglio ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. Fra le motivazioni, la mancata differenziazione delle tariffe, che non tenevano conto dell’assenza di alternative al mezzo privato per molti automobilisti provenienti dalle zone meno servite della città. Nel nuovo Pgtu, si dice che «all’interno della prima zona (Mura Aureliane) tutti gli stalli di sosta offerta saranno tariffati, ivi compresi quelli all’interno della Zona a Traffico Limitato attualmente liberi». Un provvedimento che potrebbe essere facilmente impugnato, visto che in tutte le città esiste una quota obbligatoria di parcheggi liberi, pari almeno al 20% del totale. AREE PEDONALI E cosa dire delle aree pedonali? Pallino fisso di Ignazio Marino sin dai primi giorni dopo l’elezione («Dopo i Fori Imperiali, isole dedicate in tutti i municipi», disse), nel piano del traffico sono previste «aree completamente pedonalizzate per fasce orarie». Ma uno dei motivi che ha portato il tribunale amministrativo del Lazio a revocare la chiusura di Piazza del Foro di Traiano e soprattutto del primo tratto di via San Giovanni in Laterano (la cosiddetta Gay Street) è stata l’assenza di giustificazioni al provvedimento: ci sono monumenti da tutelare? Aree commerciali particolari? Percorsi specifici? Se le future delibere per le aree pedonali non risponderanno queste domande, la bocciatura sarà dietro l’angolo. LE CONTRADDIZIONI Per il resto, fra quanto dichiarato all’interno del piano generale e la realtà c’è ancora molta differenza. In primis sull’incremento dei mezzi pubblici. Nel corso del 2014 sono state soppresse ben 50 linee autobus, nell’ambito di una razionalizzazione che ha abbassato i chilometri annui percorsi da 110 milioni a poco più di 100 milioni. Dal 1 maggio, poi, è prevista l’eliminazione del servizio notturno, con la creazione di linee h24 che percorreranno il 75% dei chilometri attuali. Infine, capitolo car-sharing: i servizi privati Car2Go e Enjoy sono stati una piacevole sorpresa, ma sono ancora molto costosi e coprono un territorio piuttosto ristretto, mentre il servizio di Agenzia per la Mobilità stenta ancora a decollare. Quali le alternative al mezzo privato, allora?
Fa guerra alle auto ma taglia i bus Il Piano di Improta a rischio Tar
Dopo lo stop dei giudici a 4 delibere sulla mobilità, il nuovo progetto arriva in Aula
