Un gesto forse dovuto ma niente affatto scontato quello della delegazione delle associazioni dei tasssiti romani che il giorno di Pasqua hanno fatto visita in ospedale a Antonio Cavallaro, l’uomo di 64anni aggredito giovedì in piazza Barberini da un tassista per aver parcheggiato l’auto sullo stallo riservato alle auto bianche. L’uomo, ricordiamo, si era fermato per una commissione in farmacia e aveva lasciato il figlio disabile in auto. Al suo ritorno il tassista, 37enne romano, lo ha insultato e picchiato. L’anziano è finito in ospedale con frattura del femore, trauma cranico e varie contusioni facciali. «I tassisti di Roma - ha detto Alessandro Genovese dell’Ugl taxi - condannano fermamente qualsiasi forma di violenza e annunciano che si costituiranno parte civile contro l’aggressore. Abbiamo scambiato gli auguri di Pasqua con il la vittima e la sua famiglia, gli abbiamo portato un cesto di dono pasquali e dei buoni taxi perché ci auguriamo di averlo al più presto sulle nostre auto». Genovese ha poi raccontato che l’uomo «ci ha detto di aver sempre considerato quella dei tassisti come una categoria di lavoratori onesti riconoscendo che quello accadutogli è un episodio isolato da punire fermamente». Sabato il Campidoglio ha sospeso la licenza all’aggressore, denunciato per lesioni, ed è allo studio il modo per rendere tale sospensione definitiva. In una nota congiunta poi l’Associazione di Tutela Legale Taxi e le strutture sindacali Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Fit Cisl taxi, Uil trasporti taxi, Ati taxi e Usb settore taxi, hanno ribadito: «In collaborazione con le centrali radio taxi 6645, Samarcanda e 8822, ospiteremo gratuitamente il dottor Cavallaro sui nostri taxi». Un gesto di solidarietà da apprezzare certamente ma che lascia senza risposta le troppe domande rispetto ad aggressioni da parte dei tassisti sempre più frequenti. E non solo fisiche. Ripensare a un codice etico è d’obbligo.
Anziano aggredito Gli auguri dei tassisti
Una delegazione al S.Giovanni: per lui taxi gratis
