La liberazione in terra russa di Nicola Di Mauro, ritenuto il braccio destro del boss di Ostia Carmine Fasciani, è diventata oggetto di un’interrogazione parlamentare. L’onorevole Claudio Fava, vicepresidente della commissione Antimafia, il 27 marzo scorso ha chiesto al ministro della Giustizia «quali provvedimenti intenda adottare al fine di ottenere l’immediata estradizione di Di Mauro ed evitare l’ulteriore fuga di questo pericoloso latitante». Il 34enne è stato arrestato dagli agenti dell’Interpol il 18 marzo a San Pietroburgo, su mandato della Dda di Roma, nella pizzeria dove lavorava. Dopo 4 giorni di detenzione è stato liberato su ordine dei giudici russi ed è diventato una "star", conteso dai giornalisti locali. Di Mauro è l’unico scampato al blitz della Guardia di finanza che, il 4 marzo 2014, nell’operazione "Tramonto", ha portato all’arresto di 15 persone affiliate al clan mafioso dei Fasciani, ora a processo. «È stato rilasciato - si legge nell’interrogazione - a causa di alcuni vizi formali che inficerebbero la richiesta di cattura e di estradizione del latitante. Taluni organi di stampa della Federazione russa stanno criticando il sistema giudiziario del nostro Paese, per le modalità di contrasto delle associazioni criminali mafiose». «Il tribunale di San Pietroburgo - precisa l’avvocato Daniele Francesco Lelli - ha ritenuto che il mio assistito non dovesse essere sottoposto ad alcun tipo di restrizione della libertà e il procuratore non ha impugnato il provvedimento. Anche se non condivisa dall’Italia, la decisione dei magistrati russi merita il dovuto rispetto. Di Mauro non si è dato alla fuga: si è recato in Russia 6 mesi prima dell’ordinanza di custodia cautelare, con il proprio passaporto e ottenendo regolare visto di lavoro».
Un’interrogazione in parlamento per l’estradizione
Valeria Di Corrado La liberazione in terra russa di Nicola Di Mauro, ritenuto il braccio destro del boss di Ostia Carmine Fasciani, è diventata oggetto di un’interrogazione parlamentare. L’onorevole...