Da stanze piccole, sporche e iper affollate ad ampie aule deserte. In questa storia che vede da una parte il corpo docente di Roma Capitale e dall’altra la giunta con la decisione di far lavorare le maestre nei giorni di ponte scolastico nei vari uffici del territorio, non esiste una mezza misura. Dalle foto di donne ammassate come bestie si è passati a far lezione ai muri. La circolare abbozzata nelle scorse ore e diramata fra i diversi poli didattici è servita solo a metter una toppa all’evidente debacle del provvedimento e alla brutta figura mediatica del Campidoglio. Non si è di certo risolto il problema poiché da un eccesso si è passato ad un altro. Nel documento il comune ha avvisato le maestre di non presentarsi più nei vari municipi, bensì in delle scuole, due per circoscrizione, aperte per l’occasione. «La paradossalità di questa decisione sta nel fatto che molte insegnanti sono andate a prestar servizio in istituti diversi a quelli di appartenenza- dice Francesca Notargiovanni, coordinatrice delle maestre del coordinamento «cuori italiani maestre in movimento». «Non riusciamo a trovare la logicità in queste scelte, se non quella di non far fare nulla. Pensate - prosegue- se la situazione si fosse svolta in inverno, le insegnanti sarebbero dovute andare in scuole non riscaldate a patire il freddo, comprenderete il non senso di quest’atto». Tuttavia le docenti non intendono continuare a subire supinamente, tant’è che stanno affilando le armi e si preparano a presentare un esposto alle autorità competenti. Sul versante politico interviene invece il senatore di Ncd, Andrea Augello, che ha presentato un’interrogazione scritta al Ministero della funzione pubblica, chiedendo di intervenire sanzionando l’amministrazione capitolina per violazione del decreto legislativo 81/2008 che disciplina gli spazi minimi sufficienti per garantire la sicurezza sul lavoro e, inoltre, di riaprire il tavolo di trattativa sociale con le OO.SS. Nel dossier, si legge, che “la disposizione è stata impartita senza alcuna preparazione e senza il minimo discernimento organizzativo. L'atteggiamento dell'amministrazione capitolina non fa che esasperare una forte tensione sociale che si protrae da mesi e che ha visto il personale comunale respingere in un referendum, a larghissima maggioranza, l'intesa preliminare che avrebbe dovuto sostituire l'atto unilaterale. L'insieme dei fatti richiamati in premessa - scrive Augello- sottolinea l'urgenza di un intervento del Ministero del Lavoro e del Ministero della Funzione Pubblica per riportare legalità e sicurezza nella gestione del personale capitolino”. La partita ora si gioca su due tavoli, uno giurisdizionale e un altro politico dove, il possibile sanzionato e il sanzionante appartengono alla stessa bandiera di partito.
Maestre "impiegate" nelle scuole vuote. Interrogazione di Augello a Poletti
Obbligo di presenza del personale nei periodi di chiusura dell'attività didattica
