«Il Tar può annullare tutte le delibere che ritiene opportuno, ma non potrà impedire il cambiamento». Guido Improta lancia il guanto di sfida ai giudici del Tribunale Amministrativo del Lazio, che in poco meno di un mese hanno fatto a pezzi i cardini del lavoro svolto dall’assessore alla Mobilità in questi quasi due anni di governo della città. Quattro provvedimenti annullati in 30 giorni, a cui Improta ieri ha risposto con la presentazione in Assemblea Capitolina del Piano Generale del Traffico: un documento di quasi 300 pagine che, nelle intenzioni, rivoluziona l’impostazione della mobilità capitolina, dichiarando guerra alla mobilità privata in favore del trasporto pubblico. Da una parte, infatti, si prevedono isole ambientali, aree pedonali diffuse, limitazioni all’ingresso nell’anello ferroviario e l’eliminazione di parcheggi gratuiti in centro o di aree di sosta nelle strade a grande percorrenza; dall’altra, invece, si aumentano la frequenza dei treni regionali nel circuito cittadino, la velocità commerciale dei bus Atac, car-sharing e bike-sharing nuovi di zecca e l’aumento delle corsie preferenziali. IMPROTA "PONE" LA FIDUCIA Ma la sfida di Improta è anche politica. Le bocciature arrivate dai giudici amministrativi, ma anche le notizie circa un suo presunto coinvolgimento nelle inchieste sulla Metro C (di cui lo stesso assessore ha dichiarato di non aver avuto conferma dalla Procura di Roma) sembravano aver minato la stabilità della poltrona dell’assessore, su cui pende una mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle. Improta allora gioca d’anticipo e, senza aspettare la discussione della mozione, pone la "fiducia" sul Pgtu: o si approva in tempi brevi, oppure lascerà il suo incarico. «È su questo documento – ha spiegato davanti ai consiglieri riuniti - che l'Assemblea capitolina dovrà confermare o meno la scelta che il sindaco Marino ha compiuto su di me nel giugno 2013». IL LIBRO DEI SOGNI La bozza presentata da Improta tuttavia non convince l’opposizione. I motivi li spiega bene Roberto Cantiani, capogruppo del Nuovo Centrodestra. «Il Pgtu è il solito libro dei sogni – afferma - si vuole incrementare l'utilizzo dei mezzi pubblici tagliando gli autobus in periferia, si vuole incrementare la ciclabilità chiudendo l'ufficio preposto, si parla di bike sharing e car sharing ma i bandi sono fermi nei cassetti dell'assessorato». E ancora: «Si continua a parlare di personalizzazioni senza parlare di infrastrutture, si parla di investimenti sul traffico azzerando i soldi. L'unica cosa buona è la chiusura dell'anello ferroviario che non è proprio una idea di Marino & co». METRO C A LODI In attesa che i "sogni" si realizzino, all’orizzonte si vede finalmente un nuovo traguardo della linea C che, salvo disastri mai imprevedibili, entro settembre dovrebbe aprire nella tratta che da Centocelle arriva fino a piazza Lodi. A darne conferma è stato lo stesso sindaco Ignazio Marino: «Il prossimo 30 aprile – spiega – ci verranno consegnate altre sei stazioni fino alla stazione Lodi, per iniziare i collaudi». Ma la linea aprirà soltanto in settembre «prima dell’inizio delle scuole», ha assicurato il primo cittadino.
Sul Piano del traffico Improta pone la fiducia
Vincenzo Bisbiglia«Il Tar può annullare tutte le delibere che ritiene opportuno, ma non potrà impedire il cambiamento». Guido Improta lancia il guanto di sfida ai giudici del Tribunale...
