Roma Capitale

Pochi tavolini, 40 licenziamenti

Effetto Dehors: personale ridotto del 10% su un totale di 400 addetti

I primi, temuti, licenziamenti causa piani di massima occupabilità sono arrivati e proprio da una piazza simbolo degli scontri e poi riappacificazioni, si fa per dire, con l'amministrazione, piazza Navona. Sono una quarantina i lavoratori licenziati, o meglio non richiamati al lavoro, visto che nel settore degli esercizi pubblici si applicano i contratti stagionali, dall'inizio di quest'anno e non saranno gli ultimi, assicurano i ristoratori della piazza, che per ora preferiscono non fare nomi per paura di strumentalizzazioni. Fatto sta che chi sosteneva che i tagli ai tavolini all'esterno non avrebbero minimamente intaccato i posti di lavoro dei dipendenti non ha forse fatto i conti con la realtà. «È crisi anche per noi – tuona un ristoratore noto della piazza – ed è evidente che se a me tolgono il 40 per cento dei tavoli che avevo sono "costretto" a servirmi di un numero minore di dipendenti. Non capisco dove sia lo scandalo o il dubbio». A piazza Navona, già da alcuni mesi i tavoli sono tutti rientrati sui marciapiedi come da nuovo piano di massima occupabilità. Una decisione contestata per molto tempo, in realtà mai accettata, almeno fino alla scorsa estate quando sono iniziati i blitz della municipale, fioccate le multe e le chiusure di cinque giorni e seguito una sorta di aut aut dell'amministrazione del tipo o vi adeguate al piano o continueremo a multarvi. E si sa, in estate i ristoratori sono più sensibili sulla questione chiusura dell'attività visti i turisti che con il sole e la bella stagione affollano la Capitale. Ne scaturì un protocollo dove gli esercenti di piazza Navona si impegnavano a rientrare con i tavoli sul marciapiede e il Comune a concedergli il titolo definitivo in base al nuovo piano. Tutto a posto, si dirà, se non fosse che i ristoratori, e non solo quelli di Navona, avevano previsto i licenziamenti che per qualche mese non sono stati necessari o sono stati evitati grazie al sacrificio degli imprenditori ma che poi, con il nuovo anno, sono diventati realtà. Si tratta del 10 per cento dei dipendenti totali occupati nei locali sulla piazza, che ammontano a circa 400, numeri alla mano. Lavoratori che non hanno certo accettato di buon grado la situazione e che, si vocifera, si starebbero organizzando per dare un segnale al Campidoglio. Gli esercenti non hanno infatti nascosto loro la motivazione ufficiale, ovvero il taglio dei tavoli causati dall’applicazione dei nuovi piani. Notizia, che ha scaldato gli animi. Ma il licenziamento dei dipendenti di piazza Navona non è un caso isolato. Anche a Campo de’Fiori, altra piazza dove è entrato in vigore il nuovo piano e dove gli esercenti hanno dovuto firmare lo stesso protocollo con il Comune, per il momento i lavoratori che non sono stati richiamati al lavoro sono una decina. «Ma i numeri non sono certo definitivi», spiega Fabio Mina, presidente Lupe.

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