Roma Capitale

Tagli a commissioni e monogruppi Ma la partita è su Trasparenza e indennità

Susanna Novellis.novelli@iltempo.it Giro di poltrone in Aula Giulio Cesare. Dopo il via libera al Bilancio infatti si pensa al "riassetto" politico lasciato nel cassetto dopo l’elezione del...

Giro di poltrone in Aula Giulio Cesare. Dopo il via libera al Bilancio infatti si pensa al "riassetto" politico lasciato nel cassetto dopo l’elezione del Consiglio metropolitano da una parte e l’inchiesta Mafia capitale dall’altra. Da rivedere infatti la presidenza della commissione Trasparenza, rimasta vacante dopo le dimissioni del consigliere azzurro Quarzo, l’Ufficio di presidenza (per la prima volta composto esclusivamente dalla maggioranza) e diverse presidenze di commissioni, ammesso che alcune di esse sopravvivano alla proposta di taglio arrivata, quatta quatta, proprio ieri. Una proposta spiegata dal coordinatore del tavolo politico per la riforma dello statuto, Luca Giansanti che prevede, tra l’altro, la riduzione delle commissioni speciali (che in effetti servono a poco) e la cancellazione dei monogruppi nati dopo le elezioni, come ad esempio Lega, Cantiere Italia, Altra Destra, Ncd. Un colpo di spugna, o meglio un’applicazione rigida del regolamento già esistente che fa da monito per due partite importanti: quella delle deleghe al Consiglio metropolitano e quella per la presidenza della commissione Trasparenza. La prima partita è interna alla maggioranza, la seconda alle opposizioni. I delegati del sindaco metropolitano, cioè Marino, rappresentano di fatto degli assessori senza portafoglio. Il diktat del Pd sarebbe quello di rendere incompatibile la carica di delegato con quella di presidente di commissione o di membro dell’Ufficio di presidenza. Le indiscrezioni sulle 8 nomine che Marino si appresterebbe a fare proprio oggi renderebbero "vacanti" in Campidoglio i ruoli ricoperti da Gianni Paris, ora alla guida della commissione Roma Capitale e Riforme e in pole per la delega provinciale a Bilancio e Urbanistica; da Orlando Corsetti, presidente commissione Commercio e che dovrebbe andare ad occuparsi di Scuola, Cultura e Turismo, Gemma Azuni (Sel), dell’Ufficio di presidenza capitolina avrebbe la delega alle Pari opportunità, Servizi sociali, Trasparenza. Mentre a Svetlana Celli, ora alla guida della commissione comunale Personale, Statuto e Sport, dovrebbe andate la delega a Mobilità, Viabilità, Politiche giovanili e sport. Una vacatio che si sposa bene con quelle in quota opposizione, come ad esempio l’ambita presidenza della commissione capitolina alla Trasparenza, guidata da Fi ma che sembra "muoversi" sempre più in direzione 5 Stelle. A Fi tuttavia spetterebbe almeno un posto nell’ufficio di presidenza, che potrebbe essere rivendicato tuttavia anche da FdI. Un posto solo dunque per gli azzurri che tra i due "esclusi" dalla presidenza, Tredicine e Rossin, punterebbe decisamente su quest’ultimo. Tutto da vedere, o meglio da rivedere dunque su una riforma dello statuto che taglierà posti, poltrone ma non indennità.

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