Si ritorna a parlare della scorrettezza politica della festa della mamma (e di quella del papà) occasione per i bambini dell’asilo e delle elementari di cimentarsi anche nella preparazione di lavoretti e letterine amorose.È successo che in un asilo comunale, il Contardo Ferrini, in via di Villa Chigi, nel quartiere Trieste, era stata deliberata già in ottobre da parte del collegio docenti l’abolizione delle due feste «a causa dei continui cambiamenti della famiglia». Ma nessuno lo sapeva. I papà se ne sono accorti solo all'uscita di scuola il 19 marzo scorso, la festività di San Giuseppe appunto. I genitori privati dalla gioia di ricevere quelle letterine (chi non se le conserva nel cassetto scagli la prima pietra) i fiori all’uncinetto, i cioccolatini nel cellophane e le cravatte ritagliate nel cartone hanno chiesto numi alla coordinatrice scolastica. E poi hanno inviato una diffida per chiedere l'immediato annullamento della delibera. La questione, dicevamo, non è una novità. Si era verificato già nel marzo del 2013. Quella volta alla materna Ugo Bartolomei, nel quartiere Africano dove fu annullata la festa del papà per noncreare traumi a un piccolo alunno che aveva due mamme. Anche in quel caso i genitori s’indignarono. Ma ebbero il sostegno dell’amministrazione. «Mi sento di condividere il disappunto di queste famiglie - commentò l’allora assessore municipale alle politiche educative Gloria Pasquali- Non si tratta di discriminare qualcuno, ma credo che non sia corretto cambiare così il calendario delle attività scolastiche, e che non sia educativo nemmeno per chi non ha il papà». La cosa rientrò facilmente. Oggi invece il Campidoglio sembra non prendere una posizione così netta. Dice l’assessore alla Scuola Paolo Masini: «Penso che questo sia un settore che ha bisogno di serenità e gli ideologismi fanno male. I derby dei grandi non si giocano sulla pelle dei bambini. Io incontrerò i genitori che hanno scritto la lettera di diffida. In questo caso comunque, la scelta del consiglio dei docenti di annullare la festa del papà, è stata fatta per non gravare sulla sensibilità di un bambino che ha perso da poco il papà». Gloria Pasquali che oggi fa parte del Coordinamento romano di Prima l'Italia-FdI-An non condivide: «Anche in questo caso non mi sembra una soluzione educativa. La scuola deve essere in grado di fronteggiare pure una situazione dificile di monogenitorialità. Non affrontarla per niente è un atto gravissimo». Quindi lei approva la scelta di fare la diffida? «Naturalmente. Non è quello il modo di tutelare i bambini che vivono in famiglie monogenitoriali o allargate. O quei piccoli che hanno perso una figura genitoriale. I bambini hanno bisogno di riferimenti precisi ed è necessario attribuire a questi un valore specifico. Se non è il padre, sarà il nonno, lo zio, il vicino di casa. Anche attraverso gli appuntamenti tradizionali che ne festeggiano l'importanza»
Stop alle feste di mamma e papà
Diffida dei genitori contro la decisione della scuola Ferrini di abolirle
