Roma Capitale

Gioielliere condannato per ricettazione

Era stata la stessa Angiola Armellini, nota immobiliarista romana, a ritrovare i suoi gioielli facendo così sedere sul banco imputati, due commercianti romani. Ieri, al termine dell'istruttoria...

Era stata la stessa Angiola Armellini, nota immobiliarista romana, a ritrovare i suoi gioielli facendo così sedere sul banco imputati, due commercianti romani. Ieri, al termine dell'istruttoria dibattimentale, uno dei due imputati, Fabio Di Cesare, è stato condannato a scontare 2 anni e 4 mesi di reclusione perché accusato di ricettazione. La vicenda nel 2011 quando «rientrata da un periodo di ferie all’estero - si legge nella denuncia - mi sono recata nel locale e ho notato che mancavano i due borsoni». I borsoni a cui si riferiva la donna erano in un magazzino sottostante il suo ufficio e contenevano una preziosa collezione di gioielli. L’immobiliarista dopo poco tempo aveva notato che alcuni preziosi esposti nella vetrina di un negozio corrispondevano a quelli smarriti: una spilla d’oro, un paio d’orecchini d'oro bianco con brillanti, un anello in oro con una perla, una montatura con pavè di diamanti e altro anello con zaffiri. Valore: 35mila euro. L'intera collezione smarrita vale 350mila euro. «Attendiamo le motivazioni della sentenza - affermano Salvatore e Federico Sciullo, gli avvocati di Fabio Di Cesare - non è emerso riscontro oggettivo che i gioielli denunciati sottratti siano gli stessi ceduti dal nostro assistito che in perfetta buona fede ha rilasciato una ricevuta di vendita».

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