Roma Capitale

«Scolarizzare i rom non è uno spreco capitale»

Abbiamo letto con attenzione gli articoli intitolati «buttiamo milioni per la scuola dei rom». La scolarizzazione dei rom non è uno «spreco Capitale»: considerare i bambini tutti uguali, e assicurare...

Abbiamo letto con attenzione gli articoli intitolati «buttiamo milioni per la scuola dei rom». La scolarizzazione dei rom non è uno «spreco Capitale»: considerare i bambini tutti uguali, e assicurare loro il diritto all’istruzione è per noi un valore, oltre che un obbligo morale e formale che deriva dalla legge italiana, dalle direttive europee, da diverse Carte dei diritti internazionali. Nonostante la riduzione dei fondi a disposizione per i «potenziali zingarelli col grembiule» (citiamo), negli ultimi tre anni la percentuale di frequenza media o regolare dei bambini rom oggetto di percorsi di scolarizzazione è rimasta stabile tra il 55% e il 60%. Cifre che appaiono ben diverse da quelle riportate dal suo giornale. I numeri, ovviamente, non ci rendono comunque soddisfatti, ed è per questo che all’interno dei servizi di scolarizzazione sono stati inseriti anche spazi baby, mediazione culturale, realizzazione di reti con le istituzioni del territorio, corsi di lingua, percorsi di integrazione. Ci sia concessa un’altra precisazione. Il bando di gara europeo ha avuto quattro vincitori su cinque partecipanti: il dato complessivo del basso numero di partecipanti, connesso alla natura di questo servizio, va riportato, prima che nelle pieghe del "vincono sempre i soliti" e dei richiami a Mafia Capitale - che come ben sa rischiano di gettare fango anche su chi lavora bene - si snaturi il nostro impegno per la trasparenza e il contributo sano che gran parte dell’universo cooperativo apporta. Accogliendo, assistendo, includendo i nostri anziani, i diversamente abili e, in questo caso rom, sinti e camminanti. L’inclusione sociale attraverso la scolarizzazione è un’azione che concretizza l’uguaglianza sostanziale prevista nell’articolo 3 della Costituzione, obiettivo cui un’amministrazione di qualsiasi colore politico deve tendere. Nella tutela e nell’interesse di tutti i cittadini. Gentili assessori, lungi da noi non considerare i bimbi rom uguali in tutto e per tutto ai coetanei. Sulla percentuale della scolarizzazione ci siamo limitati a riportare i dati forniti dall’associazione 21 luglio, che lavora a stretto contatto con la realtà nomade di Roma e non avrebbe motivo di divulgare dati non veritieri.

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