Roma Capitale

Il Maddoff dei Parioli ora rischia il processo per bancarotta fraudolenta

Nuova chiusura indagini e ancora guai giudiziari per Gianfranco Lande, il Maddoff dei Parioli. Questa volta l'uomo, già coinvolto in diverse vicende giudiziarie, è indagato per bancarotta...

Nuova chiusura indagini e ancora guai giudiziari per Gianfranco Lande, il Maddoff dei Parioli. Questa volta l'uomo, già coinvolto in diverse vicende giudiziarie, è indagato per bancarotta patrimoniale aggravata e bancarotta fraudolenta documentale aggravata. Oltre a Lande, noto per le truffe milionarie(circa 300 milioni di euro) compiute a danno di decine di vip, questa volta, sono stati accusati anche l'ex compagna Raffaella Raspi, suo fratello Andrea, Nicola Serlenga e Franco Pedrotti. A quest'ultimo tuttavia, il sostituto procuratore Luca Tescaroli non ha contestato il reato di bancarotta fraudolenta documentale aggravata. La vicenda riguarderebbe un maxi crack finanziario di oltre 24 milioni di euro. Secondo gli inquirenti infatti, le persone iscritte nel registro degli indagati avrebbero distratto «risorse finanziarie che avrebbero dovuto essere nella disponibilità della società, in relazione agli investimenti effettuati dai clienti-investitori». La società coinvolta è la Dharma. Già il 4 maggio del 2012, i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria, su disposizione del gip Simonetta D'Alessandro, avevano già notificato al broker, alla sua compagna Raffaella Raspi e al fratello di lei la nuova ordinanza di custodia cautelare che imponeva al principale indagato di restare in carcere costringendo gli altri agli arresti domiciliari. Secondo la procura, il denaro distratto sarebbe stato sottratto tra il 29 ottobre 2008, quando il conto fu aperto presso la Carispaq, e il 17 febbraio 2011. Gli indagati avrebbero dunque distratto fondi dalla fallita Dharma Holdings «senza alcuna giustificazione economica» aveva scritto il giudice per le indagini preliminari nell'ordinanza di arresto. I soldi sarebbero serviti per effettuare «prelievi, bonifici e trasferimenti di fondi all'estero» e per girarli ai «clienti-investitori delle società Eim a titolo di rimborso dell'investimento effettuato».

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