Anche la Prefettura di Roma, tramite del ministero dell’Interno nella gestione dell’emergenza rifugiati, ha appaltato il servizio di accoglienza ad una delle cooperative riconducibili a Salvatore Buzzi, considerato dalla Procura il braccio operativo dell’ex Nar Massimo Carminati nel sistema "Mafia Capitale". Nell’accordo quadro da 10 milioni di euro, aggiudicato lo scorso 10 settembre e pubblicizzato solo una settimana fa sul sito istituzionale di palazzo Valentini, rientra infatti anche la Eriches 29, costola della 29 Giugno creatura di Buzzi, che al pari di altri enti gestori ha partecipato alla procedura mettendo a disposizione strutture, servizi e personale. Ieri, lavoratori, richiedenti asilo e rifugiati si sono riuniti in un sit-it chiedendo un incontro urgente col Prefetto, Giuseppe Pecoraro: «Vogliamo parlare con la Prefettura - hanno spiegato - perché è l'ente che ha appaltato la gestione dei centri sia alla 29 Giugno sia ad altre strutture che non sono finite nell'inchiesta Mafia Capitale ma che hanno le stessa finalità cioè fare soldi sulla pelle di rifugiati e lavoratori riducendoli in schiavi, in merce su cui lucrare». La procedura conclusa il 10 settembre si riferisce all’accoglienza per il periodo ottobre-dicembre 2014, tuttora in proroga in attesa degli esiti del nuovo bando di gara pubblicato a inizio mese. In ordine di classificazione, i cinque aggiudicatari che hanno superato i criteri di selezione compresa la certificazione antimafia risultano le cooperative Atlante (con cui sarà sottoscritto l'accordo), Inopera, la Casa della Solidarietà, poi Eriches 29 consorziata con Auxilium e infine la coop Senis Hospes: il criterio è quello del massimo ribasso rispetto all’offerta al giorno per persona stabilito dal ministero dell’Interno, 35 euro oltre Iva, in totale la Prefettura stanzia 9 milioni 400mila euro prevedendo l’accoglienza «in strutture idonee di presunti 2.358 cittadini stranieri», che in base agli sbarchi e ai flussi a cascata sarebbero così stati sistemati nelle strutture individuate, partendo da Atlante e Inopera fino a quelle degli altri enti gestori Eriches 29 compreso. Un circuito, quello dell’accoglienza, che stando alle carte dell’inchiesta rappresentava una delle principali forme di guadagno dell’organizzazione criminale. Tra gli altri, Eriches 29 aveva allestito centri ad Anguillara, Marcellina, a Ciampino e chiaramente a Roma, per esempio in via del Frantoio e via della Tragliatella. Dopo gli arresti è stato commissariato tutto, cooperative conti e strutture, ma i problemi continuano: «Abbiamo chiesto un incontro al Prefetto - incalzavano ieri sotto palazzo Valentini - per chiedere il rilascio del permesso di soggiorno umanitario perché non è possibile che il 99% delle domande di asilo venga negata, vuol dire che qualcosa non funziona, che c'è qualcuno che ha interesse a vedere i rifugiati parcheggiati nei centri per anni per fare soldi, è un sistema mostruoso». In realtà, come abbiamo documentato anche su queste pagine, il fatto che esista una sola Commissione territoriale incaricata di valutare tutte le richieste degli "aspiranti" rifugiati allunga le procedure e di conseguenza la permanenza - fino a 15 mesi - all'interno dei centri, compresi quelli individuati dalla Prefettura. Soldi aggiuntivi che si sommano ai benefit garantiti anche nell'ultimo bando riferito al periodo maggio-dicembre 2015: 27 milioni 300mila euro che includono schede telefoniche, sigarette, fino ai corsi di italiano e le «attività di animazione ludico-sportive». «Invece la realtà è molto diversa - hanno concluso i manifestanti - non è possibile che un richiedente asilo debba finire a dormire alla stazione Termini: chiediamo il rispetto dei diritti dei lavoratori dei centri e un’accoglienza dignitosa all'interno delle strutture».
Appalti a Buzzi anche dalla Prefettura
Nella torta da 10 milioni per l’accoglienza pure la Eriches, costola della 29 Giugno
