Roma Capitale

Da parking fantasma a "istituzionale". Ecco il mistero di piazza Adriana

La Procura della Repubblica rilascia pass ai dipendenti. Riservati più di 80 posti auto

Piazza Adriana, strada di tutti, parcheggi riservati ai dipendenti «istituzionali» di Corte d’Appello e Corte di Cassazione, un’ottantina di posti auto sottratti a cittadini di «serie b», per lasciare spazio ai più fortunati lavoratori del ministero di Giustizia che rilascia loro pass per poter parcheggiare tra via Triboniano e lungotevere Castello. L’"andazzo" va avanti dal 2010, quando in piazza Adriana erano ancora visibili strisce bianche, parcheggi gratuiti a disposizione di tutti. Poi, misteriosamente, sul marciapiedi che costeggia i giardini di Castel Sant’Angelo, è apparso un cartello di divieto di sosta H24, «eccetto veicoli della procura della Repubblica in servizio istituzionale». E ancora, a novembre del 2014, con una determina dirigenziale, il comandante del Primo Gruppo Prati della polizia di Roma Capitale, Massimo Ancillotti, istituisce il «divieto di sosta in piazza Adriana, da via Triboniano fino all’area pedonale di lungotevere Castello, eccetto veicoli istituizionali», rifacendosi a una precedente determina di luglio che «istituiva una particolare disciplina di traffico nella carreggiata perimetrale della Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello». Eppure, ad oggi, il «parcheggio istutuzionale», non è ancora stato delimitato da strisce gialle, come invece prevede il codice della strada nel caso di stalli destinati ad «auto di Stato». Ancillotti, raggiunto telefonicamente, cerca così di spiegare il "colpo di mano" su piazza Adriana: «La zona è affidata alla Procura che gestisce i pass per il parcheggio, in attesa del provvedimento formale di competenza del dipartimento Mobilità di Roma Capitale». L’articolo 7 del codice della strada, in proposito, parla chiaro: «La concessione di aree urbane deve passare attraverso una volontà politica», ovvero una deliberazione di Giunta che, nei fatti, ad oggi deve ancora esprimersi. Prima domanda: è possibile stabilire, pur se in via provvisoria, un’area di parcheggio riservata? Secondo domanda: può un ufficio ministeriale assegnare ai propri dipendenti permessi su un’area pubblica? Non dovrebbe essere l’agenzia alla Mobilità capitolina ad assegnarli così come accade per i permessi Ztl? Terza domanda: visto che si attende ancora un provvedimento formale della Mobilità capitolina, chi e in che modo controlla che i veicoli parcheggiati siano autorizzati? A quale sanzione incorrerebbe il malcapitato che parcheggiasse sull’area "riservata" ai dipendenti del ministero? E un’ultima domanda: che cosa intende il comandante Ancillotti per «auto della Procura della Repubblica in servizio istituzionale?». Le minicar, rientrano tra le auto «in servizio istituzionale»? Il dubbio che viene guardando le utilitarie parcheggiate nell’area riservata agli uffici della procura, è che in Prati, dove per poter trovare un parcheggio bisogna raccomandarsi a qualche santo in paradiso, ci siano impiegati di serie A e impiegati di serie B, che non hanno «santi» in procura a cui richiedere un pass. Eppure, a differenza di tutti gli altri lavoratori che raggiungono in auto il quartiere, quelli di Corte d’Appello e Cassazione possono già contare su un parcheggio sotterraneo e su un altro esterno con tanto di sbarra. In attesa dell’atto ufficiale del dipartimento alla Mobilità del Comune sul parking di piazza Adriana, resta la determina «urgente» del comandante Ancillotti, noto alle cronace fiorentine per essere stato "trombato" da Matteo Renzi dopo il "multe-gate" di palazzo Vecchio.

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