Se l’"Affittopoli" capitolina ha dimostrato come sia possibile amministrare il patrimonio pubblico in modo vergognoso, lasciando che migliaia di utenti godano di canoni di locazione a prezzi irrisori, in molti casi pari allo zero, il caso dell’Inail dimostra invece che con qualche accortezza si può porre rimedio a certe situazioni semplicemente applicando le mormative vigenti sulla trasparenza, senza per questo violare il diritto alla privacy delle persone. L’istituto nazionale di assistenza per gli infortuni sul lavoro spiega a Il Tempo di aver ricevuto, su scala nazionale, centinaia di segnalazioni di appartamenti di sua proprietà subaffittati a terzi. L’Ente, per ovviare al problema, ha così deciso di giocare proprio la carta della trasparenza , applicando la legge. «Inail - si legge in una nota - in ottemperanza all’art. 30 del D.Lgs. n.33/2013 in cui è stabilito che "le pubbliche amministrazioni pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti, nonché i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti", ha ritenuto opportuno pubblicare nell’apposita sottosezione del suo portale web, denominata, "amministrazione trasparente", anche i nomi dei locatari, trattandosi di immobili che non rientrano nell’ambito dell’Edilizia Residenziale Pubblica». «Siamo esecutori di legge - spiegano ancora dall’Inail - . Essendo gli immobili un bene comune è giusto render conto alla comunità su come viene gestito il patrimonio immobiliare». L’Inail, insomma, a differenza di Roma Capitale, che ha secretato nomi e cognomi dei locatari degli immobili comunali costringendo addirittura alcuni consiglieri capitolini d’opposizione che volevano conoscerli, a presentare esposti alle forze dell’ordine, ha scelto di curare e prevenire nello stesso tempo utilizzando l’arma della trasparenza. Pubblicando i dati dei locatari, l’Inail ha potuto infatti contare su un aiuto in più per controllare situazioni poco chiare, come i casi dei subaffitti. L’Ente, una volta controllate le anomalie segnalate alla sede di piazzale Pastore, ha potuto interrompere i contratti d’affitto in essere procedendo all’immediata messa all’asta dell’immobile. A dar man forte alla scelta trasparente di Inail, sono le linee guida del giugno 2014 fornite dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione. «Nel piano della trasparenza dello scorso anno - continua la nota dell’Ente - Inail ha previsto la possibilità di ampliare le informazioni presenti nel portale estendendole anche a quelle non richieste dalla legge qualora utili alle esigenze della collettività. Le informazioni ulteriori pubblicate non violano la normativa in materia di privacy essendo pertinenti e non eccedenti ai fini di una corretta e verificabile informazione dei cittadini sulla gestione del patrimonio pubblico». Nomi e cognomi degli affittuari, dunque, nel caso dell’Inail, sono stati pubblicati on line. Perché il Campidoglio non lo ha fatto? Come mai ha voluto "secretare" addirittura nomi e cognomi dei 751 locatari degli immobili messi in vendita con la delibera 88, pur non trattandosi di edilizia residenziale pubblica (Erp)?
"Puntare sulla trasparenza per stanare gli inquilini furbetti"
L'Inail: "Pubblicare nomi e cognomi degli affittuari è un obbligo di legge". LEGGI ANCHE: Un alloggio popolare ogni cento richiedenti
