Un difetto di notifica, il tentativo di sopperire al problema da parte dei carabinieri accompagnando l’imputato in aula, ma l’auto di servizio non c’è e il processo in corte d’appello slitta a fine aprile. È quanto accaduto ieri ad Artena, dove Zoro Radu, romeno già condannato a 5 anni di reclusione in primo grado per l’omicidio preterintenzionale di una pensionata di 83 anni, non è potuto arrivare in Aula per presenziare al processo a suo carico, previsto in Corte d’Appello. In realtà il rinvio del procedimento si è reso necessario dopo che, per un originario difetto di notifica, si è tentato di risolvere il problema dell’assenza dell’imputato chiedendo ai carabinieri di Artena, dove il romeno si trova ai domiciliari, di accompagnarlo in tribunale. Richiesta alla quale i militari del piccolo comune dei castelli Romani non sono riusciti a fare fronte a causa della mancanza di un mezzo con cui scortare l’uomo. Il fatto riaccende un caso tristissimo. Il 20 febbraio del 2013 Zoro Radu, 36enne romeno, fece cadere rovinosamente da un autobus l’anziana pensionata, cui poco prima aveva cercato di strappare la borsa mentre scendeva alla fermata di via di Torrenova. Uno scippo finito tragicamente perché Giuseppa Fornieri, 83 anni, morì dieci giorni dopo per le gravi ferite. Radu fu condannato a 5 anni di reclusione in primo grado per omicidio preterintenzionale e rapina impropria. «Quando tornerà davanti ai giudici spero solo che non abbia sconti di pena» dice la figlia della donna, Concetta Lacagnina, parte civile al processo, che fa sapere i suoi timori attraverso il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lavigna. Fu la madre, dal suo letto di ospedale a Tor Vergata, dove morì il primo marzo, a raccontare a figli del tentativo di rapina. «Si era accorta del borseggio e il rapinatore con le mani nella borsa la fece cadere dall’autobus». Fatti confermati da un testimone, un «immigrato cileno» che «impedì la fuga del romeno, e dobbiamo dirgli grazie» continua l’avvocato. «Fu lui a indicarlo e gli impose di fermarsi perché il romeno stava scappando».
Morta per un borseggio Manca l’auto per il detenuto e il processo slitta
Un difetto di notifica, il tentativo di sopperire al problema da parte dei carabinieri accompagnando l’imputato in aula, ma l’auto di servizio non c’è e il processo in corte d’appello slitta a fine...