Roma Capitale

L’ex Gran Teatro e l’area della discordia

La lettera dell’avvocato della Pala Eventi Roma è stata protocollata al Gabinetto del sindaco ieri mattina. E già perché l’incredibile vicenda dell’area di Tor di Quinto, nota come «Ex Gran Teatro»...

La lettera dell’avvocato della Pala Eventi Roma è stata protocollata al Gabinetto del sindaco ieri mattina. E già perché l’incredibile vicenda dell’area di Tor di Quinto, nota come «Ex Gran Teatro» è tutt’altro che archiviata. L’ultimo diktat dell’amministrazione, che ha dato ordine di smantellare in quell’area le strutture in parte già montate per il Circo degli Orrori, che per un’incredibile debacle burocatica dei municipi, riuscirà finalmente oggi ad accendere le luci dello spettacolo a Capanelle (con una settimana di ritardo), è stata la più classica delle gocce che hanno fatto traboccare il vaso. Il caso dell’area, o meglio dei dubbi sulla proprietà dell’area, fu sollevato da Il Tempo a dicembre quando in tanti nell’ex XX Municipio si chiedevano come mai su un’area di proprietà del Comune si svolgevano eventi pubblici con incassi a una società privata, la Pala Eventi che era a sua volta in affitto dalla «Roma Gruppo Finanziario». Il parere dell’avvocatura sembrava chiaro: l’acquisizione del terreno da parte del Campidoglio era avvenuta nel 2003 per circa 5 milioni di euro. Da quì l’equazione: il terreno è di proprietà del comune. Ecco allora le ingiunzioni di sgombero dell’area, confuse tuttavia, con autorizzazioni rilasciate per la bonifica e la riqualificazione della stessa. Alla fine ci ha pensato il Tar a sospendere tutto. La rimozione delle strutture imposta dal Comune a dicembre è stata respinta dai giudici (che discuteranno nel merito il prossimo 7 maggio) con addebito delle spese legali al Comune di Roma. Non solo, indiscrezioni parlano dell’arrivo di una procedura di esproprio. Se così fosse, il terreno risulterebbe privato, come del resto conferma e sottoscrive l’avvocato di Pala Eventi Roma, Giancarlo Verrelli che all’indomani della sentenza del Tar, del 14 gennaio 2015, ha subito inoltrato diffida e richiesta di risarcimento danni. Il nodo è tutto intorno alla determina di esproprio del 2003, firmata sì ma poi, sembrerebbe, rimasta nel cassetto e dunque non attuata. Del resto il dubbio che sia andata proprio così lo sollevò lo stesso presidente del XV, Daniele Torquati che sollecitò l’allora assessore al Patrimonio, Nieri, a formalizzare il passaggio di proprietà. Una bella grana per il gabinetto del sindaco. Anche perché tasse e occupazione suolo pubblico cambiano notevolmente da proprietà privata o pubblica.

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