Roma Capitale

Viaggi low cost per rubare al duty-free

Arrivano dalla Romania «svuotano» i negozi e ripartono lo stesso giorno

Arrivano all’aeroporto di Fiumicino con un trolley vuoto, lo riempiono di profumi e super alcolici saccheggiati nei negozi duty-free e poi ripartono per la Romania. La chiamano la "banda dei duty-free". È la nuova frontiera del furto transnazionale. Un fenomeno che sta dando parecchio da fare alle forze dell’ordine di stanza negli scali italiani ed europei. Senza contare il danno economico causato ai punti vendita, situati nella zona franca degli aeroporti, quotidianamente depredati dalla banda. I ladri pendolari, specializzati in questo nuovo tipo di furto, sono romeni. La mattina prendono un volo low cost da Bucarest, con destinazione Roma, Madrid, Barcellona, Parigi o Londra. Per il biglietto pagano circa 20-30 euro, tra andata e ritorno, quindi l’investimento iniziale è contenuto. Con loro portano, come bagaglio a mano, un trolley vuoto. Una volta atterrati, non escono dalla zona franca. Si distribuiscono nei duty free dell’aeroporto, ossia nei negozi al dettaglio che non applicano le imposte locali sulle merci in vendita. Fanno razzia di profumi, cosmetici, vini, superalcolici, tabacchi, cravatte e altri accessori di lusso. Riempiono le loro valige di questi prodotti fino all’orlo, tanto da avere difficoltà a chiuderle. La refurtiva, a seconda dei casi, arriva a raggiungere un valore di circa 3-4 mila euro. Quando hanno finito lo "shopping", si dirigono verso il gate da dove parte il volo successivo per la Romania. Non devono ripassare nemmeno sotto il controllo dei metal detector, perché non sono mai usciti dalla zona d’imbarco. Il reato si consuma internamente all’aeroporto. Fiumicino è uno degli scali più gettonati dalla banda. C’è un’ampia scelta di duty-free da saccheggiare nella zona extradoganale. «Alcuni li becchiamo sul fatto, li arrestiamo e il giorno dopo li rispediamo nel loro Paese – spiega Antonio Del Greco, direttore della Quinta Zona della Polizia di Frontiera, che ha come fiore all’occhiello l’aeroporto Leonardo da Vinci – Ma la maggior parte dei soggetti sfugge al controllo». Il motivo è da ricercare nel fatto che i punti vendita senza imposte, per una precisa politica aziendale, non hanno nessun sistema di antitaccheggio. I prodotti in vendita, anche se molto costosi, non sono marchiati con placche magnetiche. Non ci sono telecamere all’interno de negozi, né varchi antitaccheggio all’uscita. Il sistema di videosorveglianza dell’aeroporto inquadra solo il corridoio centrale e non gli shop laterali. Difficile per il personale impiegato tenere sotto controllo l’intera superficie del negozio. «È una scelta commerciale delle società quella di rendere alla portata di tutti i prodotti in mostra sugli scaffali – precisa il direttore Del Greco – Nonostante i furti siano all’ordine del giorno, non hanno voluto installare nessun sistema di antitaccheggio». Quel che è certo è che gli incassi di queste catene commerciali sono da capogiro. Basti pensare che le commissioni pagate dagli operatori duty-free sono tra le principali fonti di entrata per un aeroporto.

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