Per chi occupa senza alcuna autorizzazione il suolo pubblico arriva il pugno duro dell’amministrazione: non avrà più alcuna possibilità di richiedere il titolo, e quindi di mettersi in regola, per i successivi due anni. Basterà commettere l’illecito per due volte nell’arco di sei mesi e scatterà la super sanzione. Tempi duri anche per chi il titolo ce l'ha ma con tavoli e sedie occupa una porzione maggiore di strada o marciapiede, in questi casi la sanzione prevista aumenta (quasi raddoppia) e l'aumento potrebbe essere proporzionato a quanto più o meno si sconfina dai limiti imposti dal titolo, o almeno è questo che chiedono le associazioni di categoria. Il Campidoglio è pronto a rimettere mano alla nuova delibera sull’occupazione di suolo pubblico e lo fa ripartendo dalle sanzioni. L’altro giorno un incontro tra l’assessore capitolino al commercio, Marta Leonori, e i rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio ha sancito la necessità di dare prima di tutto un segnale a chi non rispetta le regole visto anche quanto accaduto dopo l’ultimo blitz della municipale a Tor Millina e strade limitrofe: i tavoli rimossi sono di nuovo lì ad appena 24 ore dal sequestro, e nelle intenzioni dei ristoratori non c'è alcuna volontà di toglierli. Del resto, le associazioni del settore si sono sempre dichiarate favorevoli a colpire gli abusivi tanto che la Confesercenti si è spinta addirittura a chiedere la revoca della licenza per chi il titolo non ce l’ha proprio, ma ciò nonostante mette tavoli e sedie fuori dal locale. L’incontro con l'assessore è stata anche l’occasione per parlare ancora una volta di tariffe e canoni che dovranno essere rivisti secondo quanto dichiarato anche dal sindaco Marino e da gran parte della maggioranza in Campidoglio. Tradotto: la nuova delibera, che è stata stralciata pochi giorni fa dal bilancio, dovrà prevedere un maggior incremento per i canoni delle attività in centro (camion bar compresi) e una reale differenziazione non solo tra chi ha un locale nella città storica e chi ce l'ha in periferia, ma anche da strada a strada, calcolando soprattutto il valore commerciale (e non solo immobiliare) dell’attività. Verrà molto probabilmente rimessa anche la tassa sugli ombrelloni (che era stata incautamente tolta senza fare i conti con l’ammanco nelle casse capitoline), mentre resta la volontà di toglierla sui faretti e le insegne. La cosiddetta «tassa di scopo», al 90% rappresentata proprio dagli ombrelloni, dovrà servire poi almeno in parte per riqualificare il territorio e contrastare l'abusivismo, come proposto dal presidente della commissione capitolina al commercio, Orlando Corsetti. Proposta, del resto, che ha trovato l'accordo unanime dei consiglieri di maggioranza e opposizione.
Sui tavolini abusivi scatterà l’interdizione
Damiana Verucci Per chi occupa senza alcuna autorizzazione il suolo pubblico arriva il pugno duro dell’amministrazione: non avrà più alcuna possibilità di richiedere il titolo, e quindi di mettersi...
