«Cessazione immediata di ogni attività del Circolo degli Artisti al civico 42 di via Casilina Vecchia, restituzione dell’immobile all’Amministrazione e affidamento dell’area in custodia alla Soprintendenza capitolina in prospettiva dell’avvio di un progetto di sistemazione, attraverso rimozione ed eliminazione dei manufatti abusivi». Finisce così, con un’ordinanza di sequestro che non lascia spazio alle interpretazioni, la storia abusiva del Circolo degli Artisti, tempio della movida romana, riuscito a prosperare senza uno straccio di autorizzazione dal 1998 a oggi. I sigilli sono stati apposti ieri mattina dagli agenti di polizia giudiziaria del Primo gruppo dei vigili urbani. L’atto, firmato dal giudice Riccardo Amoroso, sembra ricalcare passo dopo passo, pagina dopo pagina, la dettagliata inchiesta de Il Tempo, iniziata a giugno dell’anno scorso e proseguita parallelamente a un esposto presentato da Dario Caltabiano, ex buttafuori e dipendente della cooperativa, agli investigatori coordinati dal pubblico ministero Alberto Galanti. Smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, mancato rispetto delle normative a tutela dei beni archeologici. Questi i reati contestati al patron dimissionario del Circolo, Romano Cruciani, a cui ora si aggiunge l’occupazione abusiva di un’area pubblica, assegnata nel 1998 dall’ex sindaco Rutelli alla Coop, ma mai formalmente concessa nonostante l’obbligo di sottoscrivere un contratto di affitto tra le parti entro tre mesi dall’assegnazione. Ma Romano Cruciani non è l’unico indagato in questa storia divenuta ormai emblema di Affittopoli, della sciatteria amministrativa perpetrata per anni dal Campidoglio, ma soprattutto di una catena di presunti favori che la procura, ora, ha deciso di spezzare. Basta leggere alcuni passaggi dell’ordinanza di sequestro del Circolo degli Artisti, del resto, per rendersi conto che si fa sul serio: «(...) un’occupazione illegittima del terreno protrattasi dal ’98 ad oggi, senza il pagamento neppure di un canone, quindi, di fatto, con l’assenso indebito ad un’utilizzazione dell’area a titolo gratuito, e con una gravissima perdita per le casse del Comune, alimentata da un’assenza di controlli (o in ipotesi di controlli compiacenti) e di provvedimenti coercitivi di sgombero che ponessero concretamente fine all’illecita e indebita attività lucrativa (...)». «(...) assenza di controlli (...)», e «(...) ipotesi di controlli compiacenti». Ciò conferma, come già anticipato da Il Tempo, che l’inchiesta, destinata ad allargarsi a decine di altri locali che occupano aree comunali senza essere titolari della concessione, cercherà di rispondere ad una domanda molto semplice: com’è possibile che in 17 anni nessuno si sia mai accorto che quel locale, con 8 punti bar, una pizzeria, una braceria, un ristorante, due sale concerti e un’arena cinema occupasse abusivamente un’area di circa 4mila metri quadri del Campidoglio? Per questo, sul registro degli indagati, per il reato di abuso d’ufficio, compaiono i nomi di un tecnico comunale e dell’attuale assessore alla Cultura Giovanna Marinelli, che nel 2004, in qualità di dirigente dello stesso dipartimento, concesse a patron Cruciani una licenza di Pubblico spettacolo che non avrebbe potuto concedere. Ma non finisce qui. C’è stata una volontà politica dietro alla mancanza di controlli sul Circolo degli Artisti, già fortino di Ds, Margherita e oggi dei giovani del Partito democratico? Per ora, questa, è solo un’ipotesi a cui gli inquirenti stanno lavorando. Una cosa è certa. L’inchiesta sulle "concessioni fantasma" promette scintille. Sotto a chi scrocca, allora.
Concessioni Comunali fantasma, sequestrato il Circolo degli artisti
Finisce così, con un’ordinanza di sequestro che non lascia spazio alle interpretazioni, la storia abusiva del Circolo degli Artisti, tempio della movida romana FOTO VIDEO
