Roma Capitale

Colpi di katana tra tassisti rivali

Autista aggredito dal collega: «Quel turista è roba mia. Fallo scendere»

Per accaparrarsi la corsa migliore, fino all’aeroporto di Fiumicino, ha aggredito con una gomitata al petto il collega davanti a lui minacciandolo poi con una katana che custodiva nel portabagagli del suo taxi. «Falla scendere o ti buco, quella è roba mia». La follia di un tassista l’altro pomeriggio alla stazione Termini. L’uomo, adocchiata la giovane turista inglese in cerca di un passaggio fino al Leonardo Da Vinci, non ha badato alla fila - come le regole prevedono - avventandosi sul collega davanti a lui per strapparglivia la cliente. Quando l’uomo si è rifiutato, facendo sedere in macchina la donna, il samurai "de’ noantri" gli ha bussato al finestrino con in pugno la lama affilata. La turista, prese al volo le sue cose, si è dileguata tra le urla mentre i testimoni intorno alla stazione gridavano all’uomo di posare l’arma. Non una telecamera della stazione che abbia ripreso la scena: tutte fuori uso e di fatto inutili. All’arrivo degli agenti del commissariato Viminale, chiamati dal tassista minacciato, il 44enne romano ha tentato una fuga disperata al volante del suo taxi. Fermato in via Cavour, è stato denunciato per minacce aggravate e porto abusivo di armi. Ai poliziotti che gli avevano chiesto di sottoporsi al narco test ha dato picche: «Non mi sono fatto di coca - avrebbe detto - semmai di erba». «Importante è che il Comune revochi completamente la licenza a questa persona e che gli tolga anche l’iscrizione a ruolo all’albo dei conducenti così che non possa più guidare», chiede Angelo Mele, presidente Assodemoscoop. Inutile l’apologia del tassista tentata dal legale in commissariato: al bullo di Termini sono stati sequestrati sia il taxi che la licenza. «Non è certo la prima volta che fa una cosa del genere - racconta un collega dell’uomo -. Il suo atteggiamento aggressivo è insopportabile e ogni volta quando c’è lui è una lotta. Ha minacciato me più volte e tanti altri tassisti qui». «Come no? - aggiunge un collega - Lo conosco bene, sono anni che lavora sempre con questi modi. Quando sente un turista che deve fare tratte lunghe ci si butta a capofitto, scavalca le file e si accaparra la corsa migliore con metodi mafiosi». Il 44enne fermato non è iscritto ad alcuna cooperativa di tassisti ma è comunque regolare. Peccato che in uno scalo ferroviario quotidianamente al centro di fatti di cronaca, tra scippi, rapine e arresti, le telecamere non funzionino e che, come avvenuto in questo caso, l’unica possibilità di arrivare a un fermo siano le testimonianze delle vittime e di quanti hanno assistito. Spesso spaventati dalle reazioni in caso di denuncia. «Chiediamo al sindaco Marino che disponga da subito la sospensione della sua licenza in attesa che si faccia chiarezza - commenta il presidente della Cooperativa Radiotaxi 3570 e di Uri, Loreno Bittarelli -. Necessario un Patto per la Sicurezza che permetta di garantire il massimo della legalità dentro e fuori le stazioni ferroviarie e gli aeroporti».

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