L'annuncio ha preso di sorpresa le gerarchie ecclesiastiche, figurarsi la politica. Nove mesi per preparare il Giubileo Straordinario voluto da Papa Francesco sono pochi. Inutile nasconderselo. Roma non è una citta "normale". Per quello del 2000 la Giunta guidata da Francesco Rutelli iniziò a lavorare nel 1995 per poi intensificare gli sforzi dopo le elezioni del 1997. Riuscirà Ignazio Marino a fare il miracolo in così poco tempo? Di certo c'è che l'Anno Santo che inizierà il prossimo 8 dicembre sarà molto diverso da quello di 15 anni fa. Una sorta di Giubileo low cost come testimonia anche la "ricetta" presentata dal sindaco questa mattina. Anzitutto non sono previste grandi opere. Gli sforzi dell'amministrazione si concentreranno su più treni, prolungamento della Metro C fino a San Giovanni, pullman fuori dal raccordo, migliorare la viabilità del centro storico. "Ieri pomeriggio - ha raccontato Marino a Radio Vaticana - pochi minuti dopo l'annuncio del Santo Padre, ho parlato con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti; abbiamo immediatamente pensato alla sfida dal punto di vista della viabilità, della mobilità, dei trasporti nella nostra città. Pochi minuti dopo, ho parlato con Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: è apparso straordinariamente felice dell'annuncio del Papa, e anche molto determinato a lavorare insieme al Comune di Roma per fare in modo che questo evento sia gestito nel modo più accurato possibile. Se posso aggiungere la mia riflessione personale, penso che più che a grandi opere, dobbiamo pensare a una grande organizzazione, e l'organizzazione richiede soprattutto cervello: più cervello che soldi". I treni "Nei prossimi giorni - ha spiegato il sindaco - vorrei valutare, soprattutto con alcuni assessori, un'accelerazione dei nostri progetti sui trasporti. Poche settimane fa abbiamo firmato un protocollo con le Ferrovie italiane per collegare meglio alcune aree di Roma, dove la rete ferroviaria esiste già ma non è utilizzata come potrebbe essere, per i trasporti all'interno della città. Credo che debba essere affrontato questo aspetto, insieme al collegamento con l'aeroporto di Fiumicino, che attualmente ha una frequenza di treni troppo bassa per il volume di pellegrini, decine di milioni, previsti per questo Anno Santo". La Metro C Inoltre, secondo Marino "bisognerà prendere delle misure per quello che riguarda lo spostamento dei grandi pullman turistici che collegherei direttamente a una visione diversa dello spostamento su rotaia nella città; cioè alla possibilità di lasciare i grandi pullman turistici al di fuori del centro storico, dove immagino ci si possa spostare molto meglio su rotaie". Sul fronte metropolitane, "nei prossimi mesi, con la consegna, ad esempio, della stazione Lodi, si potrà avere una nuova mobilità di un intero quadrante attraverso la metropolitana C. E questo deve anche impegnare tutti a farci arrivare al più presto alla consegna della stazione di San Giovanni, dove finalmente ci sarà la possibilità di scambio con la linea A della metropolitana, e quindi il miglioramento netto della mobilità nella nostra città. Penso che dobbiamo concentrarci su quelle opere che servono per la mobilità e per l'accoglienza, e non sulle grandi opere; insomma con una visione diversa dal passato: un'occasione per far funzionare meglio Roma, non per costruire nuove cose". I soldi Marino ha anche spiegato di aver già deciso con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi di potenziare alcune linee urbane: "Stiamo pensando di utilizzare delle linee ferroviarie interne alla città ad esempio riattivando il collegamento Vigna Clara-Valle Aurelia, realizzato per i mondiali '90 e abbandonato da 25 anni. Sono stati già individuati 112 milioni di euro per riattivare questa linea ferroviaria. In questo modo cercheremo di spostare il maggior numero di persone su ferro". Al lavoro Intanto oggi si è svolta in Campidoglio la prima riunione tecnica per organizzare la "macchina" della Capitale.
Niente grandi opere, ma più treni e Metro C. La ricetta di Marino per il Giubileo
Il primo cittadino punta sul low cost: "Dobbiamo pensare ad una grande organizzazione, e l'organizzazione richiede soprattutto cervello. Più cervello che soldi"
