Roma Capitale

Guerriglia a Centocelle. Presi cinque antagonisti

Bulloni e spray urticante nell’arsenale degli "spaccavetrine"

I tutori degli okkupanti, i supereroi antisfratto "spaccavetrine" all’occorrenza avevano in casa spray urticante, una fionda, bulloni in metallo, un megafono e caschi per coprirsi i volti durante le manifestazioni "pacifiche". A scoprire l’arsenale in casa di uno degli antagonisti già sotto controllo sono stati gli agenti della Digos. Cinque le ordinanze cautelari di obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria eseguite ieri mattina dagli uomini di Parente ed emesse dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta del pm Tiziana Cugini. Oltre a loro, tutti italiani tra i 20 e i 35 anni, c’è anche un sesto ragazzo denunciato a piede libero per gli stessi episodi di violenza commessi durante i "picchetti antisfratto". In particolare i provvedimenti di ieri si rifanno ai fatti di via degli Ontani, il 18 settembre 2014, quando un’esecuzione di sfratto ai danni di una famiglia morosa si trasformò in guerriglia urbana. Cinquanta manifestanti appartenenti ai blocchi precari metropolitani tentarono di impedire il passaggio dei mezzi blindati con caschi e striscioni. A pagare il prezzo del lancio di fumogeni e torce da segnalazione furono due poliziotti, uno dei quali rimase ferito gravemente ad una mano. Analizzati i filmati degli scontri di Centocelle, tra i 50 individuati, sono spiccati i cinque – più l’altro denunciato - per la particolare violenza adottata. Alcuni di questi sono volti noti agli agenti, visti e ritrovati ad ogni picchetto antisfratto. Per loro, accusati in concorso di resistenza aggravata e lesioni, al momento solo l’obbligo trisettimanale di firma, che potrebbe trasformarsi in un provvedimento più grave in caso di nuovi episodi. Intanto questa mattina alle 8 in via del Grano 15, nel quartiere Alessandrino, le reti solidali e di mutuo appoggio del territorio «metteranno in campo una decisa partecipazione» – si legge in un post pubblicato sulla pagina facebook della Rete Antisfratto Roma Est – Movimenti per il diritto all’abitare – per contrastare l’ennesimo sfratto in programma. «La resistenza di quella giornata diventa oggi oggetto di intimidazione, e l'operazione messa in atto contro i solidali si configura decisamente come azione preventiva rispetto alle iniziative dei prossimi giorni – si legge nella nota del movimento antisfratti - . Abbiamo già potuto constatare il notevole cambio di passo nella gestione dell'ordine pubblico durante gli accessi dispiegati nei primi giorni di marzo. Chiaramente gli spazi di mediazione sono chiusi, l'amministrazione comunale e le istituzioni non hanno nulla da offrire, e solo la questura di Roma e la magistratura hanno voce in capitolo sugli sfratti e sul governo dei territori. Misure cautelari, denunce, sfratti eseguiti con la forza pubblica, attaccano direttamente un livello di resistenza che si mette in campo da Roma a Palermo. Mentre la situazione relativa agli sfratti nella Capitale è sempre più drammatica e allarmante, la solidarietà e i picchetti, a fianco di chi decide di resistere e lottare, saranno sempre più numerosi, partecipati e decisi».

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