Roma Capitale

Centi sociali e discoteche: così fanno cassa ad affitto zero

Caro sindaco ci sono altri furbetti che "scroccano" a cui revocare le concessioni

Dall’Intifata al Corto Circuito, passando per il Rialtoccupato e l’ex cinema Astra fino allo Zoobar collegato all’associazione La Maggiolina, in passato presieduta dall’attuale minisindaco Pd del III municipio Paolo Marchionne: in città si sono moltiplicati i centri sociali, palesi o mascherati da circoli culturali, che con la scusa dei "prezzi popolari" fanno girare i soldi a scrocco del Comune, che nel tempo ha concesso quegli spazi gratis o quasi. Partendo dall’ultimo caso, Zoobar e associazione La Maggiolina convivono sul sito internet ufficiale dell’associazione e anche nella sede di via Generale Roberto Bencivenga 1 a Montesacro. Al bancone del locale, che tra eventi e concerti propone anche un’ampia selezione di cocktail, l’altra sera c’eravamo anche noi: due birra in bottiglia, 5 euro l’una, nessuno scontrino. Stando alle carte del Comune di Roma, il canone mensile richiesto all’associazione si ferma a 1.200 euro. Dovrebbero versare molto di più gli abusivi del Rialtoccupato in via di Sant’Ambrogio, nel cuore del Ghetto: 3mila 500 euro al mese per un palazzo che ne varrebbe almeno il doppio comunque ostaggio da anni dei movimenti legati alla sinistra romana, recentemente allontanati. Sel aveva tentato il salvataggio stralciando il Sant’Ambrogio dalla lista di immobili da destinare alla vendita, pochi giorni dopo sono invece arrivati i sigilli della Procura, che al termine di un lungo lavoro investigativo ha contestato "la natura imprenditoriale dell’attività ivi svolta" e "molteplici carenze sotto il profilo delle misure di sicurezza antincendio e della sicurezza strutturale dell’immobile". Stesse considerazioni fatte per "l’Hosteria da Pina" inaugurata l’11 ottobre 2013 all’interno dell’Angelo Mai di via delle Terme di Caracalla, "un’attività - si legge sulla richiesta di sequestro preventivo - nella quale gli occupanti di via Tuscolana venivano obbligati ad acquistare e a cucinare cibi e a fare gratuitamente le pulizie". Il filo rosso delle concessioni conduce anche alla Casa del Parco nella riserva naturale Valle dei Casali, assegnata alla stessa cooperativa di Luigi Tamborrino, presidente dell’associazione Rialtoccupato: ufficialmente, ha spiegato l’ente regionale RomaNatura che ospita la coop a canone zero, la "convenzione si intende revocata per inadempienze dell’assegnatario", quindi è in atto un contenzioso ma nel frattempo il bistrot-ristorante continua a macinare coperti. Altra zona, via di Casal Bruciato, al civico 15 resiste l’Intifada, un’ex scuola che come ammettono gli stessi gestori "si autofinanzia con concerti e discoteca": l’affitto mensile che risulta al dipartimento Patrimonio sarebbe comunque bassissimo, 869 euro. Attività abusive a costo zero anche tra l’ex Cinema Astra in zona Tufello e il centro sociale Corto Circuito in via Filippo Serafini 57, dove i vigili del Tuscolano la scorsa estate hanno sequestrato l’Osteria e la scuola popolare rilevando abusi edilizi.

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