Roma Capitale

La rivelazione di Cantone

«Per scoprire le partecipate Marino ha chiesto alla Finanza»

«Le società in house sono mostri giuridici con meccanismi paradossali. Il sindaco Marino mi ha confessato che per sapere le partecipate del Comune di Roma ha dovuto chiedere alla Guardia di finanza. Hanno trovato le cose più incredibili come partecipazione in una struttura alberghiera nel nord Italia». A rivelarlo è stato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ieri sera durante un convegno dell’Ance. All’incontro dal titolo «Dalla parte della legalità», il presidente dei costruttori Paolo Buzzetti e il presidente dell’Anac Raffaele Cantone erano uno accanto all’altro per lanciare insieme un messaggio molto chiaro: qualcosa sta cambiando. «All’inizio non è stato facile dialogare - ha detto Cantone - ma nella lotta alla corruzione, i corpi intermedi possono avere un ruolo fondamentale, perché da soli non ce la possiamo fare». «Il codice etico - ha risposto il presidente dell’Ance Buzzetti - il decalogo per i lavori pubblici, la white list contro le infiltrazioni mafiose e numerose altre iniziative al fianco di importanti istituzioni come la Procura nazionale antimafia, sono i cardini dell’azione che in questi ultimi mesi si è arricchita della fondamentale collaborazione dell'Authority per la lotta alla corruzione presieduta da Raffaele Cantone». «La corruzione – ha concluso Cantone – è diventata il primo brand di alcune associazioni criminali. Non è solo una teoria, ma un fatto provato e la vicenda romana lo dimostra chiaramente: le nuove forme di criminalità organizzata usano intensamente l’attività corruttiva».

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