Gli aumenti dei canoni delle occupazioni di suolo pubblico devono legarsi al valore commerciale del locale, non a quello immobiliare e di zona. E poi la delibera firmata Marta Leonori (assessore al commercio del Comune) deve essere slegata dal bilancio in modo da avere più tempo per eventuali modifiche. Sono queste le osservazioni di Confcommercio e Confesercenti nell'incontro con il presidente della commissione capitolina al commercio, Orlando Corsetti. Gli esercenti hanno lamentato in particolare «aumenti del 40-50% a fronte di cali degli affari anche fino al 40% nelle piazze storiche (Fabio Mina, presidente Lupe)», così come secondo Claudio Pica dell'associazione Bar e Gelaterie, «l'indice scelto dalla Giunta per le tariffe è basato su quello residenziale, non commerciale». Corsetti, intanto, prende tempo e dice di voler vedere se è possibile slegare la delibera al bilancio. Su un punto però sembra pronto a dare battaglia, la possibilità anche per librerie e pizzerie a taglio al di fuori della città storica di avere una occupazione di suolo pubblico. Fatto inammissibile in quanto attività prive di una licenza di somministrazione e soprattutto a rischio di creare un precedente visto che il "no" valido solo per il centro potrebbe essere impugnato al Tar da chiunque.
Denuncia
Osp, tariffe da ricchi e affari in calo