Roma Capitale

I treni sfrecciano vuoti. E' la metro C, i romani preferiscono ancora il bus

Da Pantano a Centocelle, in 15 stazioni, abbiamo incontrato solo 20 passeggeri

È costata più di un miliardo ma gira mezza vuota: i romani preferiscono l’autobus alla nuova metro C tra Pantano e Centocelle che, come nei giorni dell’inaugurazione a novembre, continua a registrare un numero di passeggeri ben inferiore alle aspettative, circa 11mila accessi giornalieri (secondo i numeri del Comune) quando le previsioni progettuali ne stimavano 12mila all’ora. Un flop che ha già obbligato il Campidoglio a ridisegnare, riducendole drasticamente, alcune linee di collegamento su gomma come la 105 Grotte Celoni-Termini, che «doppia» il tracciato della metropolitana anche in termini di presenze: «Quest’autobus è sempre pienissimo ma è più comodo - motiva Claudio Galardo che, come molti altri pendolari, almeno per il momento snobba la nuova opera - con la metro saremmo obbligati a scendere a Centocelle e poi cambiare mezzo per raggiungere il centro, questo invece è diretto». Soprattutto, aggiungono in molti, «ci sono meno controlli, si può non pagare il biglietto». STAZIONI FANTASMA Quindici tappe, che attraversando Torre Maura, Torre Angela, Borghesiana e Finocchio collegano i quartieri Alessandrino e Centocelle a Pantano nel comune di Monte Compatri: il bacino d’utenza, numericamente, sarebbe imponente e invece venerdì mattina, «come tutti gli altri giorni» dicono i viaggiatori, a bordo ci saranno state sì e no una ventina di persone. Una ragazza in attesa a Centocelle, un’altra a Torre Spaccata, due stranieri a Giardinetti, i vagoni giravano deserti, così come i parcheggi di scambio di Giardinetti e Pantano: «L’ultima corsa è alle 18,30 - spiega Gianni, frequentatore dal giorno dell’inaugurazione - un lavoratore con orari di ufficio non saprebbe come tornare a casa». Non meno importante «non ci sono collegamenti, per raggiungere il centro bisogna comunque prendere l’autobus». Autobus che, appunto, sono sempre strapieni. CALCA SULL’AUTOBUS Sono almeno due le linee concorrenti, l’autobus 105 (Grotte Celoni-Termini) e il trenino della Casilina (Giardinetti-Termini): nelle stesse ore in cui la metro C girava «a vuoto» alle fermate di superficie i passeggeri facevano la fila per salire a bordo ed accaparrarsi un posto seduti. A Giardinetti il bus doppio faticava a caricare tutti: «La gente preferisce il 105 o il 106 - ha denunciato anche Emiliano Corsi di Difendiamo Roma - prendere la metro C per ora allunga solo i tempi di viaggio e chissà quando finalmente apriranno le altre stazioni». Stesse scene tra Grotte Celoni e piazzale Labicano a Porta Maggiore, dove si contavano decine di persone, sotto la pioggia, ad aspettare il trenino. Affollata di bus-navetta e non di passeggeri, invece, la fermata del 50 express a Centocelle, che dovrebbe raccogliere gli utenti della metro C diretti a Termini: «Dovremmo partire con 2 mezzi ogni 12 minuti - confermano gli autisti dell’Atac parcheggiati in fila uno dietro l’altro - ma non c’è così tanta gente, non arriviamo mai a riempirne neanche una». IL COMUNE TAGLIA LE LINEE E continua a piovere sul bagnato: l’allagamento delle stazioni di Giardinetti e Grotte Celoni prima del taglio del nastro, il guasto tecnico il giorno dell’inaugurazione, le varie inchieste della Corte dei Conti che ipotizzando un danno erariale di 368 milioni di euro ha giudicato le «scelte tecniche e progettuali irrazionali, non conformi alle pratiche costruttive, oltre che antieconomiche», oggi il disinteresse dei passeggeri, che impone all’assessorato alla Mobilità di Guido Improta di ripensare i mezzi di collegamento su gomma. «Si stanno mettendo in campo diverse misure volte a favorire l'utilizzo della nuova metropolitana - spiegano dal Campidoglio - come il dimezzamento delle corse della linea 105 (da 12 a 5 passaggi orari nella fascia di punta) e della linea 106 (da 4 a 2 passaggi): con l'estensione dell'orario di servizio della linea C, e con l’arrivo della metro fino a Lodi (previsto entro l’estate, ndr), saranno aggiunte nuove azioni mirate all'utilizzo del sistema su ferro a discapito di quello su gomma».

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