Risorse per Roma spa finisce nel mirino della Procura della Repubblica. La società, cui il Comune ha delegato il servizio un tempo affidato all’Ufficio Condoni, finisce in un’inchiesta giudiziaria per abuso d’ufficio. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Nadia Plastina ha delegato gli agenti di polizia della municipale di acquisire gli incartamenti amministrativi e societari, al fine di scandagliare a fondo sulla gestione della società. In particolare, l’indagine prende le mosse dai condoni ottenuti da alcuni soggetti di etnia serba. Da lì gli accertamenti hanno subito uno sprint, in quanto sembrerebbe che il sistema per ottenere i condoni nasconderebbe alcuni illeciti. La magistratura, inoltre, intende verificare anche un altro particolare: come la società abbia ottenuto la gestione dei condoni dell’intero Comune di Roma Capitale. Al momento questo filone d’indagine non conta iscritti nel registro degli indagati. Ma presto potrebbe riservare alcune sorprese. A partire dal coinvolgimento di alcuni pubblici ufficiali, i quali potrebbero aver concesso condoni senza troppi problemi ottenendo un tornaconto di cui avrebbe potuto beneficiarne la politica. Le prime indiscrezioni parlano di uno scambio elettorale, anche se non si esclude la pista della corruzione in denaro. Tuttavia, nel registro delle notizie di reato il pubblico ministero non ha segnato ancora alcun nome, anche se si sta procedendo all’identificazione di alcuni soggetti. L’indagine è simile a una precedente chiusa nel 2013 e curata dal sostituto procuratore Roberto Felici. In quell’occasione i magistrati scoprirono alcuni pubblici ufficiali autorizzarono un cambio di destinazione d’uso, da agricolo a commerciale, per aree (in via Cassia antica 306, a metà tra piazza dei Giuochi Delfici e via Cortina D’Ampezzo) sulle quali furono costruiti sei edifici.
Ufficio condoni Blitz dei vigili per acquisire carte scottanti
Risorse per Roma spa finisce nel mirino della Procura della Repubblica. La società, cui il Comune ha delegato il servizio un tempo affidato all’Ufficio Condoni, finisce in un’inchiesta giudiziaria...