Roma Capitale

Roma dice sì al registro delle unioni civili

La delibera che ne prevede l'istituzione approvata dall'Assemblea capitolina. In Aula anche Vendola e Luxuria. Marino: "Da Renzi ci aspettiamo una legge nazionale"

Prima il voto, poi la festa. Alla presenza, tra gli altri, di Nichi Vendola e Vladimir Luxuria. Con 32 sì, 10 no e un astenuto, l'Assemblea capitolina ha deciso che anche la città di Roma avrà un registro delle unioni civili. Anche il sindaco Ignazio Marino era presente alla seduta e, al termine della votazione sulla delibera, è esplosa la gioia dei tanti attivisti Lgbt presenti. "Finalmente - è stato il commento a caldo di Marino - anche Roma si è dotata di un registro delle unioni civili. Si tratta di un risultato atteso da tempo, che pone la nostra città sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi, stabili e duraturi. Oggi la Capitale d'Italia dà il segnale che, in questa città, l'amore è uguale per tutti. Voglio dunque esprimere tutta la mia soddisfazione per questo passo importante che non solo rappresenta un atto di civiltà e di rispetto delle persone ma ci allinea al resto del mondo occidentale, ai principali paesi europei con cui condividiamo la nostra storia politica e culturale".   Quindi un messaggio indirizzato al premier Matteo Renzi: "Ci aspettiamo che il prossimo passo arrivi da una legge nazionale che, così come affermato autorevolmente dal presidente del Consiglio, sarà votata entro i primi mesi del 2015". E se l'opposizione grida allo scandalo, Marino non è preoccupato: "Il centrodestra, come sempre in questa aula, dimostra di essere incapace di articolare nel merito le proposte di questa maggioranza e forse se si studiassero di più i sentimenti del Paese potremmo avere una destra con cui essere orgogliosi di confrontarci. In questo momento purtroppo non c'è".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.