«In questo anno e mezzo di amministrazione Marino il settore educativo e scolastico è stato messo in ginocchio. Il risultato di queste ore sul salario accessorio è un bluff, un atto unilaterale mistificato in cui si propone una sospensiva che in realtà chiude in un angolo il personale educativo e che demanda ai singoli gruppi educativi la scelta o meno di risparmiare sulle sostituzioni garantite eventualmente dal personale supplente. Tale condizione dimostra l’incapacità totale del sindaco di porre delle condizioni di apertura per un vero confronto con le parti sociali ma ancor prima con le lavoratrici. Il personale dei nidi e delle scuole sono la vera ricchezza della nostra città, sono quelle lavoratrici che si prendono cura della crescita e dell’educazione dei nostri figli, che hanno maturato nel corso del tempo professionalità acquisita attraverso la formazione e lo scambio di pratiche educative tra i servizi. Si tratta di un lavoro che ha una complessità e delicatezza imparagonabile con altre professioni presenti nel Comune di Roma e con le altre città d’Italia visti i numeri ed il territorio considerato. Dal momento dell’insediamento di questa giunta è stato un succedersi di attacchi frontali alle famiglie, abolito il quoziente familiare e aumentate le rette dei nidi. Nelle mense è stato eliminato il quantitativo di alimenti biologici per proporre ai bambini merende da dividere e i menù europei con fish and chips, alimenti da evitare per i nostri bambini. Il sindaco e la giunta mettano da parte l’ideologia e tutelino le buone prassi riconosciute ai miei tempi da tutte le categorie istituzionali del mondo scolastico e della ristorazione. Tutelare l’infanzia significa pensare al benessere e alla salute dei nostri piccoli, e soprattutto considerare, anche nel contratto decentrato, la specificità di un settore così delicato e importante».
L’intervento
La scuola comunale è stata messa in ginocchio