Abbiamo scherzato. Come non detto. Tutto da rifare. Anzi, come ci ha scritto per sms un sindacalista: «Ncsp: non ci siamo proprio». Sta diventando una telenovela dai tratti grotteschi la vicenda del contratto decentrato di Roma Capitale, che regola il salario accessorio dei dipendenti comunali. Dopo l’accordo verbale che sembrava essere stato raggiunto mercoledì notte, preceduto da oltre 18 ore di estenuanti trattative, il testo arrivato questa notte sulla casella di posta dei rappresentanti sindacali pare stravolgere il senso di quanto concordato due giorni prima. «Un documento più vicino all’unilaterale dell’estate 2014 che all’intesa di mercoledì», afferma sconsolato il segretario Cisl e responsabile Rsu, Giancarlo Cosentino. Il risultato è la riapertura totale del fronte sindacale: rinviata la «svolta epocale» gridata a gran voce dal sindaco Ignazio Marino e, se martedì non arriveranno novità dalla nuova convocazione del tavolo, anche l’entrata in vigore del nuovo decentrato. Con Uil, Cisl e Cgil (in ordine di malcontento) decise a non concedere nemmeno un centimetro all’amministrazione. Pietre dello scandalo, come al solito, le vicende legate a vigili e insegnanti. Con una sorpresa inattesa: è rispuntato nel contratto, infatti, una sorta di bonus multe sulla produttività degli agenti. Con la dicitura «gli indicatori di misurazione delle attività saranno costituiti dal numero dei controlli, sopralluoghi e sanzioni», di fatto si dice che il numero delle multe incide sullo stipendio dei vigili. «Potrei fare 500 controlli in un giorno e non fare multe, e avrei fatto comunque il mio lavoro a pieno» fanno notare i rappresentanti sindacali. Ma non sono soltanto le multe il problema dei vigili. Sparito il «progetto notti e festivi», fortemente richiesto, così come i servizi in straordinario (stadio, mercati, eventi sportivi) passano in orario ordinario. Torna la protrazione dell’orario nella produttività: lavorando sempre le canoniche 7 ore e 12 minuti, non si accede a un euro di produttività. Sparite poi le tutele promesse sugli eventuali infortuni degli agenti in servizio che, queste sì, dovevano essere finanziate con i proventi delle contravvenzioni. Caos anche sul fronte delle maestre. Doveva essere prorogato tutto il contratto decentrato, invece viene rinviato solo l’aumento da 27 a 30 ore di insegnamento frontale, mentre resta intatto l’aumento del numero dei bimbi per ciascun docente, fra le concausa del taglio di oltre 1000 educatrici precarie. E adesso? I più ottimisti sono gli esponenti Cgil: «Ci sono delle parole che sono cambiate - afferma il segretario Natale Di Cola - ma che possono stravolgere il senso. È un contratto, non è politica. Come sulla questione delle multe, ad esempio. Resto fiducioso». Più preoccupato Giancarlo Cosentino (Cisl): «È un teatrino fra la parte politica e quella tecnica - afferma - Ogni volta prendiamo accordi con i politici, poi i tecnici smentiscono tutti. Credo ci sia un limite della politica e a fronte di un peso enorme dei tecnici». Cerca di buttare acqua sul fuoco il vicesindaco Luigi Nieri: «Se è saltato qualche punto, verrà recuperato. Non è il momento delle contrapposizioni, ci guidi il buon senso. L’impegno comune è quello di chiudere al più presto un’intesa completa che soddisfi tutti, per il bene dei dipendenti dell’amministrazione e dei cittadini di Roma».
Vigili e maestre pronti a far saltare l’accordo
Spunta sul contratto il "bonus multe": più ne fanno e più il Campidoglio li premia
