« A questo punto non ci fidiamo più: prima i soldi in bilancio, poi la firma». Nella partita sul salario accessorio, fra le tre sigle confederali, la Uil è quella che sembra essere più intransigente. In realtà, il documento firmato dal direttore del Dipartimento Risorse Umane, Antonella Caprioli, ha fatto arrabbiare un po’ tutto il fronte sindacale. Francesco Croce, segretario romano della Uil Fpl, avanza il sospetto che ci sia dietro una questione economica. E di bilancio comunale. Croce, ci spieghi la sua preoccupazione. «Mi preoccupo quando il capogruppo Sel esprime rammarico per i soldi dei lavoratori all’interno del bilancio. Il sospetto è che si stiano colmando delle falle di carattere politico assumendo impegni che poi non si è in grado di mantenere. Quindi viste le contraddizioni della compagine politica, noi per firmare la pre-intesa vorremmo un atto formale che costituisce il fondo. Altrimenti se lo firmeranno da soli». Eppure al tavolo delle trattative c’era anche il capo della Ragioneria, Maurizio Salvi. Non fu lui a dirvi che il fondo è salito da 148 a 157 milioni? «Sì, ma non c’è alcun atto formale. A questo punto noi vogliamo vedere le carte. Non ci fidiamo più di questa amministrazione». Cos’è accaduto negli ultimi tre giorni? «È accaduto che, dopo aver lungamente discusso, l’amministrazione ha trasposto il nostro dialogo su alcuni schemi riepilogativi, messi nero su bianco. Il problema è che il risultato finale somiglia tremendamente all’atto unilaterale non concordato con i sindacati, più che a quell’accordo». La retribuzione dei dipendenti comunali è di nuovo a rischio? «Sì, perché attraverso la produttività si crea una sorta di gioco a premi che, se si ha un incidente di percorso, costerà molti soldi sulla busta paga di lavoratori». Cos’è accaduto, invece, con le maestre? Non doveva essere tutto rinviato a settembre? «Esatto. Invece, è stata posposta soltanto la parte organizzativa (l’orario di lavoro, ndr) mentre è già attiva una forma di contingentamento del personale che aumenta il numero dei bambini a testa per educatrici e comporta la riduzione dei livelli qualitativi dell’insegnamento, oltre al taglio di tutto il bacino dl precariato, persone sbattute fuori senza alcuna forma di tutela». Cosa accadrà martedì? «Faremo valere le nostre ragioni. Ma non cederemo nemmeno di fronte alle rassicurazioni: ci si alza dal tavolo solo a documento chiuso. È da un anno e mezzo che alle parole non corrispondono i fatti. Ora basta».
«Prima i soldi, poi la firma»
« A questo punto non ci fidiamo più: prima i soldi in bilancio, poi la firma». Nella partita sul salario accessorio, fra le tre sigle confederali, la Uil è quella che sembra essere più intransigente....
