Federalberghi, si legge in una nota, «reagisce con ferma e assoluta contrarietà alle notizie relative alla possibilità di un nuovo aumento del Contributo di soggiorno negli hotel della Capitale». Per il Presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli l'idea va considerata «inconcepibile». «A quattro mesi dall'avvenuto raddoppio del Contributo di soggiorno anche solo ipotizzarne un nuovo aumento è folle», ha detto Roscioli, «figuriamoci inserirlo in un progetto di bilancio di Roma Capitale». Dopo le recenti minacce, il turismo di Roma sta già subendo dei contraccolpi, specie nel segmento alto, e deve essere al contrario protetto. «In un frangente storico che, in seguito agli attentati di Parigi, fa registrare per Roma una vera e propria inchiodata delle nuove prenotazioni, portare da 7 a 10 euro il contributo di soggiorno negli alberghi 5 stelle significherebbe strozzare un segmento già in sofferenza, in una città ormai già percepita dal mercato internazionale come meta low cost a causa del calo dei prezzi da noi praticato per combattere la crisi,» ha detto ancora il Presidente di Federalberghi Roma. «Il solo risultato sarebbe escludere dal nostro territorio gli unici turisti con forte capacità di spesa in termini di indotto commerciale senza portare alcun reale beneficio alle casse di Roma Capitale, visto che in città i 5 stelle sono in tutto 29». Pertanto Federalberghi usando le parole dell'on. Bonaccorsi, Responsabile turismo del Pd, dice «no ad un aumento ideologico del contributo di soggiorno». Sull’ipotesi dell’aumento della tassa di soggiorno interviene anche Unindustria con il presidente del comparto Turismo Stefano Fiore: «Apprendiamo con preoccupazione la notizia relativa all'aumento della tassa di soggiorno e ci auguriamo fortemente che tale notizia non abbia fondamento perchè, se concretizzata, comporterebbe più costi che benefici».
Federalberghi e Unindustria
Contro l’aumento della tassa di soggiorno