Roma Capitale

Rubavano i soldi dei ticket Condannate funzionarie Asl

Inflitti tre anni di carcere. Si sono intascate 4.500 euro

Conoscevano il sistema sanitario nazionale e speravano che nessuno si sarebbe accorto di ciò che stava accadendo. Del resto le due dipendenti della Azienda sanitaria locale si appropriavano di cifre relativamente esigue. Invece gli inquirenti avevano ricostruito gli avvenimenti e così, le due funzionarie della Asl sono state indagate, processate e condannate in primo grado. Ieri infatti, il tribunale penale di piazzale Clodio, ha emesso la sentenza nei confronti di Carla Foglietti e Laura Giulioli, rispettivamente responsabile amministrativo del laboratorio analisi Cup di via Vasco De Gama e coadiutore. Le donne, accusate di peculato e falso, sono state condannate a scontare tre anni di reclusione. Inoltre le imputate sono anche state interdette dai pubblici uffici. Il sistema era semplice, poco redditizio ma efficace. In pratica le due donne, dipendenti della Als RmD, si sarebbero appropriate dei soldi che gli utenti del servizio sanitario nazionale pagavano sotto forma di ticket. I fatti sarebbero avvenuti tra il febbraio del 2007 e il marzo del 2008. Secondo la procura della Repubblica, Carla Foglietti e Laura Giulioli hanno guadagnato circa 4500 euro, sottraendo all’azienda i soldi riscossi per i ticket sanitari corrispettivi alle prestazioni sanitarie effettuate. In un anno, le due imputate, si sarebbero quindi impossessate del denaro proveniente da almeno 36 pazienti. Secondo la procura, Carla Foglietti e Laura Giulioli, hanno anche effettuato «operazioni di storno consistite nell’annullamento delle ricevute di importo zero, ovvero registrando informaticamente in modo falso che trattavasi di pazienti esenti che nulla dovevano al Ssn (sistema sanitario nazionale ndr) omettendo la consegna immediata al paziente (che aveva invece effettuato il prescritto pagamento) della ricevuta fiscale». In altre parole, l’utente, dopo aver pagato per la prestazione, non riceveva la fattura. Al sistema sanitario nazionale invece, considerando i falsi dati immessi appositamente nel sistema informatico, risultava che gli utenti erano esenti da ticket, ovvero non dovevano pagare per le prestazioni sanitarie. Quando invece gli utenti erano realmente esenti, le due dipendenti accusate dalla procura, omettevano di riferire ai pazienti l’esistenza di uno sgravio fiscale, procedendo quindi a fare versare agli utenti il denaro utile ad effettuare la prestazione medica.

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