Il tamponamento prima, per costringere i vigilantes a fermarsi. Quindi l’arrivo dei complici con due macchine ed un furgone per bloccare ogni via di fuga al Doblò della Securpol. L’assalto al portavalori ieri mattina alle 7 in punto sulla via Portuense all’angolo con via Stipa. In due, a bordo di una Fiat Punto, hanno simulato l’incidente pochi attimi prima che gli altri componenti del commando li raggiungessero su un’altra Punto, un Ducato Maxi ed un’Alfa Romeo 164 rubata a Spinaceto sabato scorso. Bloccata la strada ai due vigilantes, una coppia di rapinatori è scesa dalla Punto con i volti coperti dai passamontagna ed i fucili in pugno. «Parlavano con accento napoletano, erano in due» ha detto ai poliziotti una delle due guardie giurate ferita alla testa con il calcio dell’arma e trasportata all’ospedale Grassi per accertamenti. Non ha fatto in tempo a notare gli altri quattro che, dopo aver minacciato il collega puntandogli il fucile alla bocca, si sono fatti aprire il Doblò per fuggire via con diversi plichi con all'interno una somma contante ancora da quantificare. Sulla rapina indagano gli agenti della Squadra Mobile che hanno provveduto a mettere sotto sequestro il portavalori, una Punto, la 164 e il Maxi Ducato al vaglio degli uomini della Scientifica. Inesistenti, in quel tratto della complanare che porta alla nuova Fiera di Roma, le telecamere che possano aver ripreso la fuga dei sei banditi. «Il mezzo assaltato dai banditi è di quelli normali, non blindati, come prevede la legge per trasporti di somme non rilevanti e comunque inferiori ai 300mila euro – spiega Omar Menghini, titolare Securpol -. I servizi devono essere all’avanguardia per la sicurezza, ma i prezzi vengono tagliati continuamente da una concorrenza spietata tra i grandi gruppi per accaparrarsi i clienti. Questo comporta che, per consegnare 300mila euro, si viene pagati dai 20 ai 25 euro al massimo. Se pagassero il giusto, si potrebbero adottare misure di sicurezza aggiuntive. È una brutta realtà questa, a spese dei vigilantes ma anche della struttura». «Basterebbe adottare un sistema di teleallarme che, installato su tutti furgoni, invii alle sale operative delle questure le coordinate e le immagini in caso di rapina - aggiunge Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale Savip . Si chiede solo un po’ di buon senso per dare maggior tutela ai lavoratori onesti del settore».
Portuense
Banditi all’assalto del portavalori Vigilante ferito col calcio della pistola