Uno scivolone sul ghiaccio. Sarebbe stata questa la causa della lieve frattura al condilo femorale del ginocchio sinistro del sindaco Marino, rientrato da poco da Boston. L’uso di un tutore ortopedico ha già scatenato l’ironia nei corridoi di Palazzo Senatorio: «abbiamo un sindaco sotto tutoraggio, del governo, del partito e adesso pure del ginocchio». Un’amara ironia che fa da cornice a una maggioranza, dove la fibrillazione di Sel potrebbe tradursi presto in una rottura dei rapporti con la giunta, compreso il "suo" vicesindaco. L’ipotesi di un appoggio esterno al Pd non è peregrina. Un anno e mezzo di convivenza forzata comincia a farsi sentire e i clamorosi scivoloni su periferie, sociale, lavoro segnano un punto di non ritorno per chi rappresenta la sinistra a Roma. Una sinistra che, è bene ricordare, è opposizione a Renzi in Parlamento e si ritrova a governare - e con un peso istituzionale senza precedenti come il vicesindaco - con Marino, "commissariato" sul Bilancio proprio da Renzi e con il Pd, commissariato anch’esso dal numero due, sempre di Renzi, Orfini. Possibile sopportare oltre per la sinistra romana? Una domanda che in molti si pongono nell’incertezza di un voto anticipato. Il rischio di "perdere la faccia" rispetto a un elettorato, come ad esempio quello dei movimenti, deluso oltremisura dal governo targato Marino, da una parte e un consenso crescente verso la sinistra rimasta fuori dal Campidoglio, come Comunisti e Rifondazione che "rischiano" di rosicchiare voti preziosi proprio ai vendoliani. Uno scenario inquietante per il Pd che rischia di perdere altri pezzi nella Capitale già umiliata dall’inchiesta per mafia. Non a caso ci sono due segnali apparentemente opposti: la nota dell’assessore al Bilancio Scozzese sui 27,7 milioni di euro spesi nel 2013, e 31,5 nel 2014, per le utenze e i canoni telefonici, sui quali l’altro ieri s’interrogava perplesso il capogruppo Sel Peciola. Secondo la Scozzese «il dato così proposto però rappresenta una lettura parziale, poiché ben 23,6 dei 31,5 milioni del 2014 si riferiscono ar utenze degli anni precedenti. Nel bilancio 2015 le spese per la telefonia scendono a 13,3 milioni; e l’arrivo in Aula, oggi, della delibera sulle Unioni civili. Bastone e carota. A lungo andare però la corda si spezza. Prima o poi.
Bilancio, unioni civili e «tutor». Maggioranza in crisi
Susanna Novellis.novelli@iltempo.it Uno scivolone sul ghiaccio. Sarebbe stata questa la causa della lieve frattura al condilo femorale del ginocchio sinistro del sindaco Marino, rientrato da poco...
