Due indagati nell’inchiesta sul duplice arbitrato con cui la Colari, la società presieduta dell’imprenditore Manlio Cerroni, ha ottenuto il pagamento di 978 milioni di euro da Ama. Nel registro delle notizie di reato della Procura della Repubblica di Roma sono finiti i due consulenti tecnici, nominati dal collegio arbitrale, e ritenuti esseri tecnici molto vicini al ras dei Rifiuti, già sotto processo a Roma. Nei loro confronti è ipotizzato il reato di abuso d’ufficio. L’inchiesta, inoltre, si arricchisce di nuovi atti. Il pm Alberto Galanti sta acquisendo parte delle carte giudiziarie dell’indagine Mafia Capitale, nella parte in cui Franco Panzironi e Giovanni Fiscon, entrambi ex direttori generali di Ama, sono intercettati proprio mentre parlano degli arbitrati, con riferimenti al collegio arbitrale. Alla base degli accertamenti, come detto, i due arbitrati tra Ama e Colari, l’azienda di Cerroni che ha gestito la vecchia discarica di Malagrotta (al centro di una terza inchiesta giudiziaria). La vicenda è stata denunciata anche dal presidente della municipalizzata, Daniele Fortini, in un incontro con il procutore capo Pignatone il 13 aprile scorso. In particolare, il primo arbitrato stabilisce che Ama dovrà riconoscere a Colari 78 milioni per la gestione «post mortem» di Malagrotta. Il secondo, invece, riguarda un obbligo per Ama di utilizzo per 10 anni dei due Tmb (impianto di Trattamento meccanico biologico) di Malagrotta e, in alternativa, un risarcimento per 900 milioni. Con quest’ultimo arbitrato, inoltre, Colari chiede il risarcimento danni in quanto l’azienda pubblica non sottoscrisse il contratto messo a punto dall’ex ad, Salvatore Cappello, che prevedeva un esborso di 500 milioni di euro per dieci anni, mentre l’impianto di Malagrotta avrebbe chiuso nel giro di poco tempo.
Arbitrato Ama-Colari
Indagati due consulenti per abuso d’ufficio