Roma Capitale

Ruba le tele sacre e ferisce il prete

Il pope di un tempio ortodosso del Centro colpito alla gola dal rapinatore L’uomo ha portato via 4 quadri raffiguranti immagini religiose. A giudizio

Gli ha puntato un coltello alla gola. Ha premuto la lama sulla carne e per costringerlo a farlo entrare ha spinto ancor di più, fino a ferirlo. A quel punto il prete ha iniziato a camminare all’indietro per evitare che la lama lo uccidesse. Così, ha fatto entrare il bandito in chiesa. L’obiettivo non era rubare i soldi della questua al sacerdote, ma portarsi via i quadri di valore conservati nel tempio. E così è stato. Ma il rapinatore non è riuscito a farla franca, tanto che per quel gesto compiuto il 23 luglio del 2010 adesso gli è costato un rinvio a giudizio con l’accusa di rapina e porto illegali di armi. L’uomo, infatti, dopo essere entrato sotto la minaccia del coltello nella chiesa, aveva poi devastato e saccheggiato, trafugando tele preziose, la Chiesa di Santa Maria, in via Monte Polacco. Per questo motivo il gup del Tribunale, Bernadette Nicotra, su richiesta del pubblico ministero Maria Letizia Golfieri, ha disposto il rinvio a giudizio con l’accusa di rapina aggravata nei confronti di un 43enne, cittadino italiano. «Con minaccia si impossessava di quattro tele raffiguranti immagini sacre - si legge nel capo d’imputazione - L’indagato, dopo essersi introdotto nella chiesa ortodossa, infrangeva i vetri di quattro quadri raffiguranti immagini sacre e con un coltello ne strappava le tele, impossessandosene e deponendole all’interno di un sacco che aveva co sé, minacciando anche, con il coltello, il prete e un proprio collaboratore intervenuto (tentava di farlo desistere dalla condotta tenuta) e solo per l’intervento di una terza pwersona, fuggiva all’esterno della chiesa, dileguandosi per le vie limitrofe di Roma». L’imputato, difeso dall’avvocato e scrittore Gianluca Arrighi, è gravato da precedenti specifici (sempre per rapina) ed è stato identificato grazie alle telecamere di sorveglianza che si trovano nelle vicinanze della chiesa ortodossa. Il processo inizierà dinanzi alla quinta sezione penale del Tribunale il prossimo 18 febbraio. Il penalista Arrighi ha dichiarato: «Nel 2010 il mio assistito era in cura presso un centro di igiene mentale. Questo elemento risulta già dagli atti di indagine e pertanto sarà necessario accertare in dibattimento se l’imputato, all’epoca dei fatti, fosse pienamente capace di intendere e di volere». Le tele che sono state rubate dalla chiesa, comunque, non sono state ancora recuperate dalle forze dell’ordine. L’uomo, comunque, è in stato di libertà, la magistratura non ha emesso provvedimenti restrittivi nei confronti dell’uomo che ha minacciato un sacerdote e il suo collaboratore.

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