Si parte domani con i saldi di fine inverno anche se in realtà, a Roma, i saldi sono già iniziati da settimane, in barba alle regole. In maniera più o meno palese la maggior parte dei negozi capitolini ha infatti iniziato a praticare sconti anche del 30-40 per cento, sopratutto per far decollare lo shopping natalizio. Senza alcun risultato, però, visti il bilancio deludente delle vendite delle ultime due settimane. E, soprattutto, senza ricevere alcuna sanzione, nonostante il fenomeno sia ben noto al Campidoglio e ai vigili urbani. Fatto sta che sconti e promozioni (vietate da 30 giorni prima dell'inizio dei saldi) sono pubblicizzate sulle vetrine dei negozi in centro come in periferia; messaggini ed email arrivano copiose all'indirizzo della clientela più affezionata per usufruire degli sconti evitando le file dei primi giorni; lo sconto, laddove non evidente, viene praticato alla cassa senza neanche aver bisogno di richiederlo e questo accade anche nei punti vendita di noti marchi in franchising. Tutto ciò fa pensare che la corsa ai ribassi, che durerà per otto settimane, sia tutt'altro che scontata a partire dalle prossime ore e per questo le stime delle associazioni dei commercianti sono al ribasso. «La speranza è l'ultima a morire – chiosa Valter Giammaria, presidente della Confesercenti Roma – ma l'anticipo delle svendite ha di fatto screditato l'evento saldi che quest'anno partiranno addirittura in anticipo rispetto allo scorso anno». La Regione Lazio, infatti, per allinearsi alla data di partenza delle altre regioni italiane ha decretato il 3 gennaio come giorno di avvio dei saldi. Una scelta criticata dalla Confesercenti, che è piaciuta invece alla Confcommercio che aveva chiesto a gran voce che i saldi partissero lo stesso giorno in tutte le regioni. I commercianti hanno già in gran parte preparato il doppio listino dei prezzi e le percentuali di sconto, che saranno elevate a giudicare da quanto si è visto in questi giorni. Si punta infatti a smaltire tutte le rimanenze dovute al calo dei consumi ma soprattutto, dicono i negozianti, alle alte temperature che hanno caratterizzato l'autunno e buona parte dell'inverno e che hanno di fatto bloccato le vendite dei capi più pesanti. Da qui la previsione che la fila nei negozi, dove ci sarà, si farà per provare e forse acquistare piumini e soprabiti in genere, ma anche le scarpe. Gli sconti. Alti, in media del 30 per cento, con punte del 50%. Il «metà prezzo» per incentivare il consumatore a comprare e a dare una boccata d'ossigeno ad un settore che ha chiuso con il segno meno anche il mese di dicembre. «La spesa media a consumatore sarà in linea con quanto registrato lo scorso anno – fa sapere Massimiliano De Toma, presidente di Federmoda-Confcommercio – circa 300 euro. Nonostante la crisi e l'anticipo dei ribassi praticati da molti commercianti i saldi restano un evento».
Saldi, l’anima del commercio in tempo di crisi
Gli sconti erano già partiti per far decollare lo shopping natalizio con scarsi risultati
