Comunque vada, nell’ultima notte dell’anno la città di Roma non potrà contare sul supporto della sua Polizia Locale. O, almeno, potrà farlo solo in parte, per non più di un terzo del consueto organico. Lo scontro fortissimo fra le sigle sindacali (mai così compatte nonostante le distanze storiche) e il Comandante Raffaele Clemente, ha fatto sì che fra le 18 di questo pomeriggio e le 7 di domani mattina difficilmente ci saranno in strada più di 200 vigili urbani. Personale per giunta non proprio «collaborativo» vista la chiamata ad una specie di sciopero bianco da parte delle parti sociali. Solo in parte, dunque, è servita l’azione di forza di Clemente che ieri pomeriggio ha ordinato il differimento dell’assemblea generale prevista per questa notte. Assemblea che, tra l’altro, i sindacati riconvocheranno nel pomeriggio dell’11 gennaio, quando si disputerà del derby Roma-Lazio. Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi, sulla scia polemica della trattativa con il Campidoglio per il nuovo contratto decentrato, i sindacalisti erano riusciti ad ottenere dai propri colleghi l’astensione di massa del «modulo di Capodanno», il piano degli straordinari che avrebbe dovuto garantire per la notte di San Silvestro circa 700 agenti, oltre ai 200 per turno ordinario. A questo si è aggiunta la convocazione di una doppia assemblea sindacale dalle 21 alle 24 e da mezzanotte fino alle 3, un vero e proprio veglione presso il Comando generale che avrebbe tolto dalla strada il personale di turno, lasciando la città completamente sguarnita. Comportamento nei giorni scorsi censurato dalla Commissione di garanzia sugli scioperi. Ieri il culmine dello scontro. Nonostante una riunione «negativa» in Prefettura, dove il prefetto Giuseppe Pecoraro ha negato il precetto del personale per motivi di ordine pubblico, nel pomeriggio Clemente ha inviato una nota a tutti i gruppi, dove si affermava con forza che «non è possibile dar corso alle assemblee generali come indicato dalle organizzazioni sindacali» per «motivi eccezionali». Allo stesso tempo, il Comando si è messo al lavoro per recuperare personale fra gli agenti già in ferie concordate e quelli assenti per donazione sangue, malattia e malattia bambino. Una corsa contro il tempo che, tuttavia, dovrebbe funzionare soltanto in parte. Ieri sera, infatti, i certificati medici arrivati a via della Consolazione erano già tantissimi: 90, ad esempio, solo dal Gruppo I Trevi e altri 34 dal Gruppo V Prenestino. «Sarà difficile andare oltre le 300 unità», affermano i ben informati. Intanto, come detto, i sindacati sono già passati alla controffensiva. Ieri sera è stato diffuso un volantino molto duro, a firma di Cgil, Cisl, Uil, Csa e Diccap, dove si afferma che «i lavoratori hanno già ridotto in solitudine l’attuale comando come dimostrano i "mezzucci" cui sta ricorrendo per cooptare il personale al fine di coprire le gravissime carenze gestionali. Il comportamento di Clemente appare grottesco». Alle parole dovrebbero seguire i fatti, già da stasera. Al personale in servizio è stato chiesto di «attenersi all’attentissima applicazione di tutti i regolamenti e le norme sulla sicurezza»: ad esempio al fatto che «le pattuglie di notte devono essere composte di 3 unità e non di 2», riducendo sensibilmente il numero delle postazioni coperte, oppure alla regola che «sotto i 4 gradi di temperatura, nei servizi esterni bisogna fermarsi ogni 2 ore per una pausa fisiologica».
I vigili «rovinano» il veglione al sindaco
Il prefetto Pecoraro nega la precettazione degli agenti per motivi di ordine pubblico
