Roma Capitale

Bar, circoli, stabilimenti. Sprecopoli da pompieri

La Corte dei Conti boccia la gestione dell'Opera Nazionale Assistenza: immobili di pregio inutilizzati e lavoratori senza polizze assicurative. LEGGI ANCHE: La sede di lusso in via Cavour

Aumentano i trasferimenti statali, 6 milioni 96mila euro anche nel 2013 che equivalgono ad un più 29,27 per cento rispetto all’anno precedente, il patrimonio immobiliare (in parte degradato e inutilizzato) è valutato 32 milioni 860mila euro, l’avanzo economico accertato sempre nel 2013 si attesta sui 2 milioni di euro eppure, «causa ristrettezze economiche», si sospende la polizza sanitaria. Sul carrozzone Ona, Opera nazionale di assistenza dei vigili del fuoco, ha acceso un faro anche la Corte dei Conti, che nell’ultima relazione riferita all’esercizio 2013 sottolinea tutte le contraddizioni di un sistema nato per garantire sostegno anche economico al Corpo: «I nuclei familiari assistiti sono in progressiva diminuzione passando dai 3.568 del 2009 agli odierni 1.461 - si legge nella relazione riferita all’anno 2013 - Si tratta di un dato preoccupante in quanto l’assistenza climatica, quale principale forma di assistenza fornita dall’opera, conferma un trend negativo che vede, da un lato, un aumento dei costi di gestione pro capite, dall’altro, una diminuzione delle famiglie beneficiarie dell’assistenza climatica, il che pone seri interrogativi sul futuro dell’Opera». L’Ona, da statuto ente morale senza scopo di lucro, vive principalmente di trasferimenti statali, cioè contributi «girati» dal ministero dell’Interno per l’insieme dei servizi a pagamento (cinema, teatri) obbligatori per legge e garantiti dai vigili del fuoco, che rappresentano l’82,34 per cento delle entrate. Voce in aumento rispetto al 2012, spiega sempre la Corte dei Conti, «in quanto l’Opera è riuscita a conseguire un maggiore finanziamento in fase di ripartizione del fondo istituito presso il ministero dell’Interno». Sempre nel 2013, però, è stata azzerata anche la polizza sanitaria, fatto denunciato a più riprese dagli appartenenti al Corpo, che in caso di incidente si ritrovano scoperti: «A fronte di una evidente situazione di criticità economico-finanziaria - rileva anche la Corte dei Conti - il consiglio di amministrazione dell’ente è giunto alla determinazione di non poter rinnovare la polizza sanitaria in essere e, al fine di salvaguardare le singole posizioni ed evitare un’immediata interruzione dell’assistenza, ha prorogato la polizza sanitaria fino al 31 marzo 2013 con una spesa di 420mila euro». Da un lato si taglia, dunque, dall’altro si mantengono i centri di costo, bar circoli sportivi e residenze estive che - paradosso - finiscono anche col sottrarre personale ad un organico sempre più insufficiente sul territorio. Sul primo punto, quello economico, la Corte si sofferma sulle strutture acquisite ma abbandonate: «Gli immobili non utilizzati (come il complesso di Salice d’Ulzio, Borgio Verezzi, Passo del Tonale e Villa Bellavista in Borgo a Buggiano), rappresentano sostanzialmente solo una voce di costo, non associata ad alcun servizio in favore degli assistiti». C’è poi la gestione «di un’altra trentina di strutture quali bar, stabilimenti balneari e gruppi sportivi operanti su tutto il territorio nazionale, spacci che devono versare all’Opera il 50% degli utili di gestione riferiti agli anni precedenti: il segretario generale, avendo riscontrato il mancato versamento di numerose gestioni periferiche, ha sollecitato gli enti inadempienti». Il secondo aspetto riguarda il personale, che viene reclutato tra i vigili del fuoco che, essendo considerati «in missione», possono percepire fino a 30 euro in più al giorno: a cadenza fissa, tramite una circolare, il ministero dell’Interno ricorda che «l’Opera può avvalersi di personale in servizio presso le sedi centrali, regionali e provinciali per ricoprire incarichi connessi alle attività dell’Ona». Capita così che permanenti o precari, i cosiddetti discontinui, finiscano col fare i baristi, come si richiedeva del resto fino al 2010, quando l’Opera cercava per i centri di soggiorno «autisti, barman, aiuto cuoco, lavapiatti, bagnino, cameriere e animatore per 30 giorni, eventualmente rinnovabili».

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