Roma Capitale

Multiservizi, blitz in Campidiglio

Vincenzo Bisbiglia Stavano sottraendo una a una tutte le commesse a Roma Multiservizi. In alcuni casi facendo sì che i nuovi bandi di gara non prevedessero la clausola di salvaguardia, che consente...

Stavano sottraendo una a una tutte le commesse a Roma Multiservizi. In alcuni casi facendo sì che i nuovi bandi di gara non prevedessero la clausola di salvaguardia, che consente ai lavoratori di essere assunti dalla nuova cooperativa. Con buona pace dei quasi 2500 dipendenti, che in questo modo sarebbero stati via via rimpiazzati dal personale della 29 Giugno. La presunta cupola di Mafia Capitale aveva messo le mani sulla municipalizzata partecipata al 51% da Ama e dal 49% da Manutencoop (concorrente della coop di Buzzi), il cui presidente era l’ex ad di Ama, Franco Panzironi, tra gli arrestati. Nascosta fra le 1200 pagine dell’ordinanza del gip, c’è anche un’intercettazione ambientale del 5 maggio 2014, conversazione avvenuta nella sede della 29 Giugno a via Pomona. In riunione l’ex patron Buzzi con Carlo Guarany, Emilio Gammuto e Claudio Cardarelli, tutti arrestati. A un certo punto, Guarany afferma di aver parlato con Claudio Turella (funzionario del Dipartimento Ambiente, anche lui in manette): «Sul capitolato vecchio c’è scritto che c’è l’obbligo della riassunzione del personale della Multiservizi però m’ha detto Turella che lo levano su quello nuovo». Con questo modus operandi, ad esempio, hanno perso il lavoro 48 addetti di Roma Multiservizi al Verde Pubblico nei plessi scolastici statali. La gara iniziò con la giunta Alemanno, ma fu assegnata ed eseguita il 30 agosto 2013, in piena era Marino. L’appalto, alla fine, se lo aggiudicò un consorzio vivaistico privato, ma la firma era sempre quella di Claudio Turella. Ieri mattina, dopo mesi di proteste inascoltate, i lavoratori hanno fatto irruzione nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, fermando l’Assemblea Capitolina in corso. «Se entro due ore non ci viene data una risposta chiara e certa, dal sindaco Ignazio Marino e dall’assessore Estella Marino, giuro che prendo una tanica di benzina e mi do fuoco davanti al Campidoglio», ha gridato Augusto. Gli ex addetti al verde, che si erano visti chiudere le porte dell’assessorato all’Ambiente in faccia la scorsa settimana («se ne parla dopo Natale», gli aveva detto il capo della segreteria politica), sono stati ricevuti nel giro di pochi minuti e hanno avuto rassicurazioni circa un imminente riassorbimento. Intanto, il sindacato Usi rilancia anche la situazione di circa 100 lavoratori dei canili municipali, il cui appalto è stato messo a bando prima dell’esplosione dello scandalo. «Temiamo che anche su questa gara non via sia la clausola di salvaguardia - rivela la rappresentante sindacale Serenetta Monti - Chiediamo all’assessore Estella Marino la massima trasparenza e le dovute garanzie per gli operatori». In realtà, il colpo di grazia alla Roma Multiservizi lo avrebbe potuto dare un’altra operazione, molto più ampia. Parliamo dell’appalto per i servizi scolastici da 52 milioni di euro, che sarebbe dovuto passare al Cns (Consorzio Nazionale Servizi), di cui guarda caso faceva la 29 Giugno faceva parte, con Salvatore Buzzi fra i membri del consiglio di Sorveglianza. Il passaggio di consegne, tuttavia, non ci fu, grazie soprattutto alle proteste dei 1800 lavoratori coinvolti e a una drammatica assemblea della sezione Lanciani del Pd alla presenza degli assessori Alessandra Cattoi (Scuola) e Estella Marino (Ambiente). A fermare tutto, alla fine, fu l’ad di Ama, Daniele Fortini.

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