Il Comune sta giocando al buio con gli asili nido privati convenzionati. «Siamo all’assurdo - spiega Raffaella Napoli di "Onda Gialla" l’associazione che raggruppa i nidi convenzionati e gli spazi baby - Dallo scorso marzo non facciamo altro che rincorrere i nostri amministratori ma a tutt’oggi non siamo riusciti ad avere un confronto diretto». Il problema principale è la nuova convenzione che entrerà in vigore nel giugno 2015 e che i nidi convenzionati devono concordare entro marzo. «Ma il Comune non ci dà la possibilità di visionare e valutare con il dovuto anticipo il testo della convenzione - spiega l’esponente di Onda gialla - E se non firmiamo nei tempi previsti ci potrebbero essere conseguenze legali». E non solo. «Il Comune ha il coltello dalla parte del manico - insiste Onda Gialla - ci sentiamo sotto ricatto perché se rifiutiamo c’è già a disposizione una lunga lista di nidi privati non convenzionati ma accreditati dal Campidoglio». A sorpresa si scopre che la Capitale pullula di strutture che si definiscono asili nido. La prova che la domanda è altissima e l’offerta pubblica drammaticamente insufficiente. «Infatti un altro problema per il quale vorremmo un intervento diretto degli amministratori locali è proprio il crescente abusivismo. Asili nido di indubbia qualità che crescono come funghi e che nessuno controlla. E che ci fanno una concorrenza sleale, con rette da 100 a 200 euro al mese. Dietro al fenomeno c’è l’ombra della mafia che investe in nidi privati per riciclare i soldi sporchi». I nidi convenzionati con Roma Capitale sono 219 (altrettanti sono pubblici) con una concentrazione maggiore nei Municipi più «giovani»: nel X, ad esempio, si registra un rapporto di 45 servizi convenzionati a fronte di 14 nidi pubblici. Il Comune spende 1500 euro al mese per ogni bambino inserito in un nido pubblico e circa 700 in quello convenzionato. «La qualità del servizio è la stessa - spiega Raffaella Napoli - ma noi abbiamo più spese ad esempio l’affitto dei locali. Ecco perché chiediamo un trattamento economico più adeguato. E il rispetto delle scadenze per i pagamenti. Nel migliore dei casi la nuova convenzione confermerà le vecchie tariffe. Però finora l’amministrazione non ha fatto altro che mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza delle strutture convenzione e, di conseguenza, l'erogazione del servizio». Il riferimento è alla decisione presa dal Dipartimento Scuola del Comune di non corrispondere l’importo pieno per il mese di luglio ai nidi convenzionati (come succedeva negli anni passati) «ma soltanto quello relativo all’effettivo numero di bambini presenti - come precisa Onda Gialla. «Noi però abbiamo spese aggiuntive legate ai contratti di lavoro che stipuliamo. Insomma ne abbiamo risentito. E a questo punto, crediamo, che la situazione non potrà che peggiorare. Siamo allarmati per la nuova convenzione che, temiamo, ci verrà sottoposta all’ultimo momento. Ecco perché esasperati dal comportomento dei nostri amministratori abbiamo inviato una lettera di diffida che, comunque, il sindaco Marino e l'assessore Cattoi hanno letteralmente ignorato». E adesso come pensate di andare avanti? «Non ci arrendiamo. Forse Roma Capitale davvero vuole sperimentare le conseguenze di uno scontro frontale, che certamente avrebbe pesanti ripercussioni su migliaia di famiglie. Il nostro senso di responsabilità ci suggerisce comunque di continuare a ricercare il confronto ma, se necessario, siamo pronti anche ad occupare le aule consiliari e gli altri luoghi della politica, come recentemente hanno fatto educatrici e insegnanti del comparto pubblico».
Nidi convenzionati pronti allo scontro
Lettera di diffida a Cattoi e Marino. «Pronti a occupare l’aula consiliare. Il Comune non controlla i numerosi asili abusivi. Dietro c’è pure la mafia»
