Roma Capitale

Giochi di luce a piazza Navona Contestato il sindaco Marino

Giochi di luce sulla Fontana dei Quattro Fiumi, capolavoro del Bernini, in una piazza Navona pronta ad accogliere giochi e iniziative per bambini, dopo che il Tar ha respinto il ricorso degli...

Giochi di luce sulla Fontana dei Quattro Fiumi, capolavoro del Bernini, in una piazza Navona pronta ad accogliere giochi e iniziative per bambini, dopo che il Tar ha respinto il ricorso degli operatori del mercato natalizio, dando ragione al Comune. È il nuovo progetto illuminotecnico della piazza, a cura di Acea, inaugurato ieri dal sindaco Marino. Insieme a lui, l'assessore capitolino al Commercio, Marta Leonori, il presidente di Acea, Catia Tomassetti, il comandante della Polizia locale Raffaele Clemente, e l'assessore municipale Jacopo Emiliani. «Questo è uno dei progetti che stiamo realizzando», ha spiegato Marino, annunciando: «Da martedì avremo una serie di impianti, di giochi dedicati soprattutto ai bambini, e alle famiglie. Questo renderà la piazza ancora più viva di quanto sia questa sera, e ancora una volta nella trasparenza, nella legalità». A precisare i dettagli dell'iniziativa è Emiliani: «Ci auguriamo che dal 23 al 6 gennaio si possa avere un calendario dalle 11 del mattino alle 18, con giochi totalmente gratuiti». E Leonori aggiunge: «Abbiamo sempre invidiato l'illuminazione di questo tipo ad altre città e Capitali europee. Oltre alla festa dei bambini abbiamo illuminato la piazza, grazie ad Acea, in modo innovativo». Durante la visita, fra i turisti e i romani che hanno posato per un selfie con Marino, tra le bancarelle e una breve sosta del sindaco davanti alla giostra, non è mancata una contestazione. «Dijelo tu ai regazzini do sta lo zucchero filato quest'anno a sindaco! S'è fatto grosso e 115 persone stanno senza lavorare», ha gridato una signora sulla sessantina, «ambulante di dolciumi che ha rinunciato al posto in piazza per solidarietà - spiega -. Il bando è arrivato 20 giorni prima delle feste, riducendoci pure lo spazio», spiega, chiosando: «Vi auguro un Natale peggiore del nostro!». Non bastano le luci a colmare un vuoto impressionante di una piazza che ha fatto storia e difeso una tradizione tramandata pe generazioni. Nessun gioco di luce è in grado di riportare il suono giocoso delle bancarelle con befane, giochi e peluche e soprattutto quell’odore di zucchero filato di una festa che non c’è più.

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