Roma Capitale

Mafia Capitale, Buzzi resta in carcere. Mancini in libertà

La decisione del tribunale del Riesame. Confermata la custodia cautelare e l'aggravante mafiosa per il presidente della Cooperativa "29 giugno" e altri 9 indagati Sequestrati 100 milioni all'imprenditore Guarnera

L'associazione di stampo mafioso, ipotizzata dalla procura di Roma nell'inchiesta su Mafia Capitale, supera ancora una volta il vaglio del tribunale del Riesame anche se un indagato eccellente, Riccardo Mancini, l'ex ad di Ente Eur, ritenuto il collegamento politico tra il gruppo che ruotava attorno alla figura dell'ex Nar, Massimo Carminati, e l'ex sindaco Gianni Alemanno, torna subito in libertà. Il tribunale del Riesame, presieduto da Bruno Azzolini, ha disposto la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini e disposto l'immediata scarcerazione di Mancini, che era detenuto nel carcere di massima sicurezza di Teramo. Solo le motivazioni consentiranno di capire se a carico di Mancini siano venute meno le esigenze cautelari o se a livello indiziario non ci sia prova della partecipazione all'associazione di tipo mafioso contestata al manager perché ritenuto "pubblico ufficiale a disposizione del clan".   Riesame: Buzzi resta in carcere. Resta in carcere, invece, con l'aggravante mafiosa già attribuita a Carminati, il presidente della Cooperativa 29 giugno Salvatore Buzzi. Il tribunale del Riesame, complessivamente, ha mantenuto inalterate (tra carcere e domiciliari, a seconda dei casi) le posizioni cautelari che gravano su altri indagati, come Matteo Calvio, Alessandra Garrone, Carlo Pucci, Mario Schina, Sergio Menichelli, Agostino Gaglianone, Paolo Di Ninno, Giovanni De Carlo, Carlo Maria Guarany e Claudio Coldarelli. Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Giuseppe Mogliani e all'ex direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon: a carico di quest'ultimo - precisa il tribunale - è venuta meno l'aggravante del metodo mafioso. Domiciliari anche per Emanuela Bugitti. Raniero Lucci, che era ai domiciliari, ha l'obbligo di presentazione quotidiana ai carabinieri. Oltre a Mancini è tornata libera anche Patrizia Caracuzzi, segretaria dell'ex ad di Ama, Franco Panzironi, la cui posizione sarà discussa dal tribunale del riesame il 23 dicembre prossimo.   La Finanza sequestra beni per 100 milioni di euro. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 100 milioni riconducibili all'imprenditore Cristiano Guarnera, coinvolto negli affari di Carminati e di Buzzi. Il provvedimento riguarda quote societarie, capitale sociale e patrimonio aziendale, più centinaia tra immobili e terreni, e poi auto, moto, una imbarcazione. Dal canto suo, il presidente del Senato, Grasso ha detto che "per anni sulla Capitale ha speculato una criminalità mafiosa di tipo diverso rispetto a quella che siamo abituati a conoscere e a rappresentare, ma che, al di là delle connessioni, che pure ci sono, con le 4 mafie storiche, ha un'identita' di 'metodo' con le mafie tradizionali". Per l'ex procuratore nazionale antimafia "sarebbe un errore grave sottovalutarne la pericolosità e sminuire il tutto a qualche episodico caso di corruzione o criminalita' comune. Temo che il fenomeno sia molto piu' diffuso di quanto non appaia".

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