Con 16 voti a favore, 2 contrari e 2 astenuti, il Consiglio della Città metropolitana di Roma Capitale ha approvato lo statuto del nuovo ente. Elezione diretta del sindaco e dei consiglieri, creazione delle zone omogenee e autonomia dei Municipi i tre punti principali del documento, resi noti dal capogruppo Pd, Gianni Paris. Ora lo Statuto approderà nella Conferenza della Città metropolitana, convocata per lunedì 22 dicembre. Ha commentato Paris, che è presidente anche della commissione capitolina Roma Capitale e Riforme istituzionali: «Le forze politiche hanno capito che doveva dar vita a uno strumento che richiedeva grande senso di responsabilità. Lo Statuto partorito oggi è un atto coraggioso, che ha saputo interpretare al meglio l'ispirazione della legge Delrio, che consentiva di fare altre scelte, invece nel testo ci sono l'elezione diretta del sindaco e dei consiglieri, la creazione delle zone omogenee e un percorso che per i municipi di Roma prevede la conclusione di un percorso emancipativo iniziato tanti anni fa». Ciò, ha aggiunto, «non era scontato, ma è stato possibile grazie alla sapienza dei consiglieri. Un grazie al sindaco Marino, che ha garantito uno sguardo attento al lavoro, e alla struttura amministrativa degli uffici della Provincia». Ora «serve che lo Statuto venga approvato dalla Conferenza, che non può emendare l'atto, solo approvarlo o bocciarlo, ma sono tranquillo, nello statuto si è tenuto conto di buona parte delle sollecitazioni dei sindaci». E chiosa: «Siamo chiamati a far sì che questo nuovo ente risponda ancora meglio di come ha fatto la Provincia ai bisogni dei cittadini». «Il consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale esprime preoccupazione circa il rischio che siano compromessi, in sede di approvazione della legge di Stabilità, sia i livelli occupazionali del personale dipendente della Provincia di Roma, ora Città metropolitana di Roma Capitale, sia l'esercizio delle funzioni fondamentali e l'erogazione dei servizi ai cittadini dell'area metropolitana e impegna il sindaco ad attivarsi nelle sedi istituzionali affinchè esprima la preoccupazione del consiglio al governo perchè siano riconsiderati i tagli di spesa sui costi del personale per le gravissime ricadute sui livelli occupazionali e per l’ inevitabile contrazione dei livelli quali-quantitativi dei servizi ai cittadini della Città Metropoitana» Questo l'ordine del giorno approvato all'unanimità, prima dell'occupazione dell'Aula da parte dei lavoratori della Provincia della sala del Consiglio metropolitano. Protestavanocontro l’emendamento alla legge di stabilità che prevede il ridimensionamento del costo del personale. Fischi contro Ignazio Marino che ha dichiarato: «Se continuate non riesco nemmeno ad occuparmi di un problema, che sta a cuore anche a noi».
La Città metropolitana ha il suo statuto
Con 16 voti a favore, 2 contrari e 2 astenuti, il Consiglio della Città metropolitana di Roma Capitale ha approvato lo statuto del nuovo ente. Elezione diretta del sindaco e dei consiglieri,...
