Padre, madre e figlia erano l’incubo di operai, semplici cittadini di Ostia che chiedevano un prestito ma che poi, schiacciati da un tasso d’interesse spesso superiore al 120 per cento, subivano pressioni e minacce dal sodalizio familiare, spietato e "protetto" – a suo dire – dal clan Fasciani. A smantellare il gruppo criminale sono stati i finanzieri. Le indagini, eseguite dalle Fiamme gialle del II Gruppo di Ostia sotto il coordinamento del pm Marcello Monteleone, hanno portato all’arresto di Pietro Ancinelli, 62 anni, della moglie Alberta Zarfati, 60, e della figlia 39enne Rita Ancinelli. Titolari di imprese all’interno del mercato dell’Appagliatore, utilizzavano le sedi delle attività per ricevere i pagamenti, effettuati con cadenza settimanale e rendicontati su quaderni riportanti i nomi delle vittime usurate. La moglie di Ancinelli registrava i conti e gli incassi delle rate alle quali veniva applicato un ulteriore interesse del 10% in caso di mancato pagamento. Un compito simile spettava alla figlia che assisteva la "clientela", ricevendo le rate e spiegando il meccanismo di prestito agli interessati. Se non pagavano subentrava il padre, una vecchia conoscenza dei poliziotti con i quali nel 1991 – sorpreso a provare dei kalashnikov nella pineta vicina all’aeroporto di Fiumicino – ingaggiò un conflitto a fuoco per guadagnarsi la fuga. Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali i finanzieri sono riusciti ad incastrare i tre e ad annotare le pressioni di Ancinelli a restituire i soldi, non solo alle sue vittime ma anche ai parenti. «Dove la piglio la massacro di botte – diceva di una "cliente" – la faccio violentare davanti al marito e becco pure il figlio». «Vengo al negozio, a casa - minacciava un altro - sei arrivato al traguardo».
Tassi al 120%. Presi gli usurai del clan
Silvia Mancinelli Padre, madre e figlia erano l’incubo di operai, semplici cittadini di Ostia che chiedevano un prestito ma che poi, schiacciati da un tasso d’interesse spesso superiore al 120 per...